Il filosofo Reale: Agostino, padre spirituale dell’Europa
E’ difficile dire di no a Casale Monferrato, la città che mi ha dato gli strumenti per diventare quello che sono, dalla scuola media al liceo”.
Con questa frase Giovanni Reale, originario di Candia Lomellina e dallo scorso mese di dicembre cittadino onorario di Casale, si è rivolto alle autorità (il vescovo Alceste Catella, il sindaco Giorgio Demezzi e l’assessore per la Cultura Giuliana Bussola) e al pubblico che mercoledì sera affollava la prestigiosa sede della Biblioteca del Seminario.
Riccardo Calvo, responsabile del servizio per la pastorale della cultura diocesana, si è detto onorato di aprire le conferenza del progetto annuale denominato “Cantiere Speranza” con la conferenza “Sant’Agostino e la cultura europea” di Giovanni Reale.
L’intellettuale, studioso e maestro di fama mondiale (le cui opere sono tradotte in 22 lingue) non ha stupito per l’originalissima scelta editoriale e di studio che è caduta sulle “Confessioni” di Sant’Agostino, oggi lette anche in Cina.
Un libro, assai diffuso, da lui tradotto e interpretato ancora una volta in chiave profetica dopo una lunga riflessione di circa sessant’anni.
Non si tratta di un’opera da leggere con criteri biografici, ma di un “unicum” per forma e contenuto che non ha precedenti letterari se non nel “Libro di Giobbe” che si distingue per il continuo rimando al rapporto con Dio.
Giovanni sReale ha poi aggiunto che nelle “Confessioni” si attua, come ha sostenuto la filosofa spagnola Maria Zambrano, la rivoluzione agostiniana rispetto al mondo antico che segna la data di nascita della cultura europea, di cui Agostino è il padre spirituale. E’ quindi un grave errore leggerlo come se fosse un filosofo medievale, perché va interpretato con gli strumenti del pensiero antico, in particolare il neoplatonismo.
Conclusione affidata al vescovo Alceste Catella che ha ringraziato l’illustre ospite per l’attenta analisi della struttura relazionale della persona e per l’attenzione profonda all’opera agostiniana, intessuta della parola di Dio, cui si aggiunge la scoperta, come fonte agostiniana, del libro di Giobbe, assai importante per la portata dell’antropologia della prova e della tentazione.