Articolo »

Una mozione parlamentare del PD per la lotta contro l'amianto

L’on. Mario Lovelli è il primo firmatario di una mozione parlamentare presentata dal gruppo del Partito Democratico per sollecitare l’esecutivo ad avviare un’azione su più fronti finalizzata alla fuoriuscita del Paese dall’amianto. Secondo stime del Registro nazionale mesoteliomi, in Italia ogni anno, sono circa 3.000 le persone che perdono la vita in seguito a patologie legate all’esposizione al pericoloso materiale. Circa il 30% dei casi di malattie asbesto-correlate è attribuibile ad esposizione non professionale. Gli effetti gravemente nocivi sulla salute umana della cosi detta “fibra killer” sono stati giuridicamente accertati con la sentenza del 13 febbraio 2012 emessa dal Tribunale di Torino con la quale sono stati condannati i massimi vertici della multinazionale elvetica Eternit per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, per aver provocato drammatici tassi di mortalità e di diffusione di patologie asbesto correlate nei lavoratori e negli abitanti di Casale Monferrato, sede per ottant’anni dell’omonima azienda specializzata nella produzione di manufatti contenenti amianto. Nel 1992 in Italia veniva approvata la legge n. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”. A vent’anni di distanza, molte delle sue disposizioni, finalizzate alla circoscrizione dei rischi legati alla fibra killer, sono state solo parzialmente messe in atto. Poco o nulla infatti risulta essere stato fatto per procedere alla mappatura dei degli edifici e dei manufatti in amianto presenti sul territorio nazionale, per effettuarne la bonifica, per individuare i siti dove depositare il materiale rimosso e per definire in maniera certa le modalità di trattamento e bonifica della pericolosa fibra. “Il processo nazionale di fuoriuscita dall’amianto deve basarsi su un approccio sistemico e seguire almeno quattro diversi ambiti, cioè le bonifiche ambientali, il controllo dell’esposizione della popolazione nei punti geografici di evidente crisi, il monitoraggio della salute delle persone esposte e degli ex-esposti professionali ed infine, la codificazione del percorso di presa in carico delle patologie asbesto-correlate – spiega l’on. Lovelli, promotore della mozione – In tal senso occorre che il governo metta in atto un approccio a 360° gradi, anche attraverso la promozione dell’attività di ricerca sul mesotelioma e le altre malattie asbesto-correlate; l’armonizzazione in un unico testo legislativo di tutta la normativa in tema di amianto; la revisione dell’operatività del Fondo per le vittime dell’amianto con il progressivo ampliamento della platea anche ai malati non assicurati presso l’INAIL ed infine, la convocazione della seconda Conferenza nazionale governativa sull’amianto da preparare insieme a tutti i soggetti coinvolti, cioè i centri di ricerca, le Regioni e le associazioni delle famiglie e dei famigliari delle vittime. Ritengo infatti che solo attraverso un approccio sistemico e multidisciplinare sia finalmente possibile proporsi di sconfiggere la fibra killer e porre margine alle morti legate all’esposizione”.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!