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  • 07 novembre 2018
  • Casale Monferrato

Il classico goldoniano in scena mercoledì 7 e giovedì 8 alle 21 al Teatro Municipale

"Arlecchino servitore di due padroni"

Entra nel vivo mercoledì e giovedi alle 21 - con “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni - la stagione del Teatro Municipale.

Un grande classico della prosa rivisitato da Valerio Binasco che ne firma la regia portando sulla scena Natalino Balasso, Fabrizio Contri, Marta Cortellazzo Wiel, Michele Di Mauro, Lucio De Francesco, Denis Fasolo, Elena Gigliotti, Gianmaria Martini, Elisabetta Mazzullo, Ivan Zerbinati.

Scene di Guido Fiorato, costumi Sandra Cardini, luci Pasquale Mari, musiche Arturo Annecchino.

Produzione Teatro Stabile di Torino.

Il taglio registico

Per “Arlecchino” – sottolinea la scheda dello spettacolo - il regista ha scelto di lavorare con un gruppo di interpreti scelti su misura per le caratteristiche della compagnia dell’arte: trame sottili, abilità nell’improvvisare che danno vita a spettacoli sempre diversi, replica dopo replica.

Peraltro Binasco considera «quasi inevitabile» il suo incontro con “Arlecchino servitore di due padroni”, «un perfetto meccanismo comico, specchio di una borghesia dinamica e virtuosa, celebrazione dell’intraprendenza femminile e dell’amore romantico, ma soprattutto commedia che dal 1745 non smette di affascinare il pubblico».

La trama della commedia

La commedia si apre a Venezia in casa di Pantalone de’ Bisognosi, nel momento della promessa di matrimonio tra sua figlia Clarice e Silvio. 

Clarice era promessa a Federigo Rasponi, ma questi è stato ucciso a Torino e Pantalone ha pensato di sistemare la figlia con un nuovo matrimonio.

Proprio mentre Silvio e Clarice si stanno scambiando la promessa irrompe sulla scena Arlecchino, che si presenta come il servitore di Federigo Rasponi gettando lo scompiglio tra i presenti. 

In realtà Federigo Rasponi, che subito dopo entra in scena, è Beatrice Rasponi, la sorella del defunto Federigo, venuta a Venezia indossando i panni del fratello per cercare il suo amato, Florindo Aretusi, fuggito da Torino dopo aver assassinato Federigo.

La trama si complica ancor di più quando Arlecchino trova come suo secondo padrone, proprio Florindo Aretusi, l’innamorato di Beatrice. Per servire i suoi due padroni Arlecchino è costretto a inventare trucchi e inganni.

Finché Arlecchino, per errore scambia il contenuto dei bauli che appartengono ai suoi due padroni. 

Così si vede costretto a spiegare a Florindo come mai nel suo baule si trovi un suo ritratto e a Beatrice perché nel suo si trovino due lettere da lei scritte a Florindo. Arlecchino si libera dalla spiacevole situazione raccontando ad entrambi di avere avuto tali oggetti da un suo precedente padrone defunto, Beatrice e Florindo credono ciascuno che l’altro sia morto e si disperano. 

La situazione, apparentemente irrimediabile, si risolve con un incontro casuale tra i due innamorati. 

Tutti alla fine convolano a nozze Beatrice e Florindo, Clarice e Silvio e anche Arlecchino, dopo aver rivelato di avere servito due padroni, prende in moglie Smeraldina.


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