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  • 06 agosto 2022
  • Grazzano Badoglio

Tamburello a muro Serie A

Domenica 7 agosto a Grazzano la sfida scudetto tra Vignale e Calliano

Alle ore 16 in piazza Cotti sono attesi oltre mille spettatori da tutto il Monferrato e dal Nord Italia per la sfida decisiva del Muro

Davide Tibaldero del Vignale (foto Pier Giuseppe Bollo)

Sorteggiato a Rocca d’Arazzo, a margine della presentazione della Coppa Italia intitolata a Leonardo Poggio, il campo dell’attesissima finale per lo scudetto della Serie A del tambass in programma domenica 7 agosto alle ore 16 tra Vignale Mazzetti e Calliano Fassa. Il sindaco Laura Fontana ha estratto Grazzano Badoglio (Montemagno e Montechiaro le alternative, tutte in asfalto), una scelta apprezzata dai più, ma dal sapore di beffa per la squadra di casa, ancora sotto shock per la clamorosa eliminazione nella “bella” di Montechiaro.

Nell’attesa di recuperare Fabiano Penna sacrificato per la causa, la macchina organizzativa si è subito messa in moto lasciando da parte processi e analisi per sfruttare una vetrina importante per il paese e le attività del territorio, in quanto sono attesi oltre mille spettatori da ogni parte del Nord Italia (ingresso 10 euro) in quella suggestiva piazza all’ombra, leggermente in salita dal lato della battuta. L’aspetto più intrigante è un campo ben voluto da entrambe le pretendenti.

Il Vignale Mazzetti, campione uscente alla caccia del settimo titolo e della terza doppietta (1992-3, 2003-4), per voce del mezzovolo Luca Tibaldero ha esultato affermando che quello è il campo in cui vorrebbe sempre giocare, visto il buon feeling degli ultimi anni. Il Calliano Fassa, invece, parte con il pronostico a sfavore, ma con tanta adrenalina e un paese letteralmente impazzito con la sensazione che potrebbe essere la grande occasione per vincere il primo titolo. Alfio Bonelli ricorda così l’unica finale di 23 anni fa a Vignale contro il Portacomaro di Franco Capusso e Dario Biletta che godeva dei favori del pronostico e vinse 19-15 senza mai dare la sensazione di lasciarsela sfuggire. Chissà ora, se la classe “apollinea” di Federico Pavia, la forza “dionisiaca” di Matteo Bertone, la mancina chirurgica incisività di Federico Arrobio, unite alla maestria al cordino di Andrea Prai e Mattia Musso, tutti guidati lucidamente a bordo campo da Piero De Luca e Paolo Berruti, li porteranno a quel titolo mai conquistato ma tanto atteso? Sul fronte Vignale, per ritrovare la concentrazione nella lunga attesa, hanno preferito staccare la spina evitando comparsate a partite e presentazioni.

Per i buongustai è la finale più giusta e ricca di spunti. Fulvio Natta avrebbe dovuto guidare il Grazzano invece, da intenditore, vede una gara giocata alla pari sul più bel campo che ci sia, che con la sua linearità e regolarità permetterà lunghi scambi ad alta velocità, ovvero quello che la gente chiede e sicuramente vedrà. Gli piace vederla come la sfida tra la grande tecnica, furbizia ed esperienza del campione Samuel Valle e la potenza pura e rude di Matteo Bertone, assoluta rivelazione del torneo. Altri attendono rassicurazioni da Simone Maschio se riuscirà a portare la palla su dalla battuta come Bertone. Occhi puntati sui cambi di ritmo di Federico Pavia e chi farà la differenza al cordino? 


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