Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio ha radici monferrine: la famiglia è originaria di Portacomaro Stazione
di Luigi Angelino e Claudio Galletto
Il nuovo Papa ha radici monferrine. Si tratta di Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, nato nella capitale argentina il 17 dicembre 1936. È sudamericano ma porta con sé solide radici della nostra terra e precisamente di Portacomaro Stazione dove la sua famiglia nacque nella località Bricco Marmorito. Fu il bisnonno dell’attuale cardinale l’ultimo a vivere nella borgata monferrina prima di trasferirsi a Torino e quindi in Argentina dove nacquero le successive generazioni che portano il monferrinissimo cognome “Bergoglio”. Il cardinale di Buenos Aires fece visita proprio dieci anni fa alla località di origine della famiglia, dimostrando alto interesse verso la conoscenza delle sue personali radici e incontrando alcuni suoi cugini che ancora vivono a Portacomaro Stazione sotto i filari di Grignolino un vino che - ci dicono- il presule conosce e apprezza.
In occasione del suo arrivo a Roma, il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo ha scritto all’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio per invitarlo a far visita alla sua terra natale.
«Ho conosciuto Papa Francesco - ci dice il vescovo di Casale mons. Alceste Catella - attraverso i suoi libri e testimonianze dirette durante la visita ai nostri missionari nel Neuquén un nostro grande ponte con l'Argentina. Ricordo poi che a Buenos Aires suor Severina Padoin ci aveva accompagnato a una approfondita visita fino alal cattedrale e alla casa arcivescovile raccontandoci episodi che ora sono noti a tutti. La sua elezione non mi ha trovato impreparato».
Per il rettore di Crea, mons. Francesco Mancinelli «il programma del Pontefice si legge nelle sue prime parole di Vescovo di Roma e nel rifiuto ad indossare mozzetta e rocchetto...». Auspica: «Un pellegrinaggio fino a Crea visto che si parla di una visita nell’Astigiano».
Entusiasmo ed emozione anche nella comunità argentina casalese Questo il commento del musicista Oscar Casares: «Sono appena tornato da Buenos Aires e già mi han telefonato i parenti entusiasti. Siamo ancora più contenti perchè da noi il papabile era brasiliano. È un’iniezione di acqua pura; era un cardinale con il popolo che amava il calcio (tifoso del San Lorenzo) e il tango, inteso non come ballo ma come emozione».
Foto: Igor Furlan