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Uniti per salvare il Tribunale: una raccolta di firme, mozioni e manifestazioni di piazza

Città e territorio si stanno muovendo su più fronti per scongiurare la soppressione del Tribunale di Casale. Comune, Ordine degli Avvocati, sindaci del Comprensorio sono uniti nella battaglia per salvare il Tribunale da un accorpamento che pare, ormai, sempre più probabile e vicino. La comunicazione ufficiale «potrebbe arrivare in estate», ci dice l’avvocato Pietro Caire, presidente dell’Ordine forense cittadino. Caire, la scorsa settimana, aveva annunciato una raccolta firme tra i cittadini per chiedere il mantenimento del Tribunale: «La stiamo organizzando e, appena prenderà il via, comunicheremo ai cittadini i punti in cui trovare i fogli per sottoscrivere la petizione», informa. Il presidente ha invitato anche i sindaci dei paesi monferrini ad avviare un’analoga raccolta firme nei loro Comuni. Ma ci saranno altre iniziative: «Stiamo pensando a una manifestazione di piazza che coinvolga avvocati del territorio, sindaci e cittadini», anticipa Caire. I primi cittadini, nell’incontro della scorsa settimana in Comune a Casale, avevano invocato azioni incisive: «La raccolta firme non basta, dobbiamo andare tutti a parlare con il ministro della Giustizia e con il prefetto», era stata la proposta di più sindaci. Intanto, anche il Comune di Casale scende in campo con una mozione salva tribunale, che sarà presentata dal sindaco Giorgio Demezzi nel Consiglio comunale di mercoledì 18 aprile. Il documento, evidenziando l’importanza del Tribunale per città e territorio e le conseguenze negative che porterebbe la chiusura, ribadisce «la ferma opposizione del Consiglio ad ogni decisione governativa che possa comportare l’accorpamento del Tribunale di Casale Monferrato ad altri Tribunali provinciali limitrofi, con la conseguente soppressione», si legge nella bozza. Con la mozione, inoltre, si chiede che «il Governo e il Ministero della Giustizia, in sede di riorganizzazione e soprattutto nella fase di valutazione delle caratteristiche dei territori interessati, riconoscano gli aspetti peculiari non solo tecnico-giuridici ma anche socio-economici, nonché geografici della nostra realtà». Sindaco e Giunta comunale, infine, dichiarano l’impegno a intraprendere tutte le iniziative utili a salvaguardare il Tribunale e a chiedere un confronto sull’argomento con le istituzioni statali competenti. Una volta approvato - si spera all’unanimità - il documento sarà trasmesso a Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministro della Giustizia, presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, onorevoli, senatori e parlamentari di riferimento del territorio. Le conseguenze della perdita del Tribunale sarebbero gravissime, per questo i sindaci del comprensorio sono pronti a intervenire uniti, come hanno proclamato nell’incontro della scorsa settimana con Demezzi e il consiglio direttivo dell’Ordine degli Avvocati di Casale. «La questione del Tribunale - ha affermato il sindaco di Sala, Claudio Saletta - va ben oltre il profilo della giustizia. È lo spartiacque tra essere città e territorio o diventare un’entità parcellizzata dove altri vengono a decidere per noi. Senza il Tribunale, Casale rischia un declassamento nella struttura amministrativa anche per Polizia, Carabinieri, Finanza. Diventerebbe come Trino». Preoccupato che il Monferrato continui a perdere prestigio e importanza anche il sindaco di Coniolo, Giovanni Spinoglio: «Rischiamo di finire in una spirale negativa in cui, dopo il Tribunale, perderemmo altri pezzi di conseguenza. Il passo successivo sarà la scomparsa della diocesi. Dobbiamo andare a parlare col prefetto e attivarci come abbiamo fatto in difesa dell’Asl». Questa situazione è stata illustrata dall’avvocato Caire anche ai microfoni di Quartarete Blu, intervistato per la trasmissione “Timer”, andata in onda ieri sera, giovedì. Caire inoltre incontrerà il presidente della Regione Roberto Cota al quale chiederà una delibera del Consiglio regionale a tutela dei tribunali minori.

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Barbara Marini

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