Incontro molto positivo a Roma con la direzione generale del Demanio a Roma tra Riccardo Coppo, assessore all'Urbanistica, e i funzionari del demanio per prendere in esame la situazione dei consistenti beni militari a Casale.
Un lungo e articolato confronto per capire quale sia la strada più opportuna per valorizzare e riutilizzare tali beni.
Nei prossimi giorni un funzionario del demanio sarà a Casale per un sopralluogo al quale dovrebbe seguire la firma di un accordo di massima.
Da lì partirà il lavoro vero e proprio che consisterà in prima battuta, in accordo con Demanio e Regione, nella definizione delle destinazioni delle aree, da concordare con la Regione in quanto dovranno tradursi in varianti al Piano Regolatore,a cui seguirà una gara.
Destinazioni che serviranno a valorizzare i beni demaniali ma anche a progettare uno sviluppo utile della città.
Le Casermette - spiega Coppo - vengono considerate più come un'area che come insieme di fabbricati, un'area enorme, del resto, di 200mila metri quadrati.
La Bixio in parte viene valutato come un edificio di carattere storico-monumentale da conservare, in parte, dove ci sono bassi fabbricati e strutture minori, può essere oggetto di nuova destinazione, mentre per quanto riguarda la Caserma Mameli il Comune dovrà decidere quale parte lo interessa.
Definite le destinazioni e stimati i valori - visto che la disposizione governativa prevede che al Comune sia riconosciuto dal 5 al 15% del valore delle cessioni - si potrà capire se la caserma di via Cavour potrà essere controvalore di tale percentuale o servirà un conguaglio.
Il poligono Zappatori - la grande area compresa fra Palasport e Cittadella, invece ha già una destinazione ad area sportiva e interessa al Comune.
Soddisfatto dell'incontro Riccardo Coppo, assessore all'Urbanistica: «Dopo anni si sta per avviare una procedura che porta solo dei benefici a tutti: allo Stato, al Comune e alla nostra città perché si sottraggono al degrado beni con i quali si possono realizzare funzioni nuove, a cominciare dalle esigenze pubbliche insoddisfatte».