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Rinvio dell’Imu: «Solo molte difficoltà e limitati benefici»

Molti Comuni hanno previsto agevolazioni per l’Imu

Molti Comuni hanno previsto agevolazioni per l’Imu sospendendo la scadenza del 16 giugno o rinunciando agli interessi e alle sanzioni e il Comune di Casale cosa fa? Questa, semplificando, è stata la richiesta del consigliere comunale Giorgio Demezzi (Ritrovare Casale) che aveva presentato in Consiglio un odg con le sue proposte. Dopo diversi interventi sul nostro giornale, l’Amministrazione casalese, ora, replica all’ex sindaco. La risposta della maggioranza è affidata all’assessore al Bilancio Giovanni Battista Filiberti, al consigliere e presidente della Commissione Bilancio Tiziano Allera (Lega) e al consigliere e vicepresidente  della medesima Commissione Monica Mellina (FdI). 

«Il consigliere Demezzi - precisano Filiberti, Allera e Mellina - lamenta che il Comune di Casale, a differenza di altri Comuni (viene presa, come esempio, una delibera del Comune di Valenza), non si sarebbe reso disponibile ad un differimento della prima rata di pagamento Imu. Ricordato innanzitutto che sull’IMU, il Governo non ha assunto provvedimenti agevolativi di alcun genere, salvo esonerare dal pagamento dell’acconto Imu gli alberghi, i bed and breakfast, gli stabilimenti balneari, etc. (art. 177 del Decreto Rilancio), è doveroso precisare che la legge vigente consente ai Comuni, in concreto, di assumere provvedimenti agevolativi riguardanti solo gli immobili non compresi nella categoria D; per questa categoria (che comprende i fabbricati posseduti ed utilizzati dalle attività economiche), l’Imu è infatti dovuta principalmente allo Stato (7,6 per mille) e solo, in minima parte, ai Comuni (a Casale il 2,6 per mille) i quali non possono ovviamente disporre in alcun modo della quota spettante allo Stato». 

Dalla maggioranza una precisazione anche in merito alla delibera comunale di Valenza citata da Demezzi: «È opportuno anche precisare che il provvedimento di rinvio della prima rata assunto con la citata delibera del Comune di Valenza non riguarda le persone fisiche ma è circoscritto a determinati soggetti Iva (ditte individuali e società) che, previa istanza ed autocertificazione, potranno chiedere il rinvio della sola prima rata della quota Imu di spettanza del Comune (il resto dovrà essere pagato entro il 16 giugno) limitatamente agli immobili direttamente impiegati in attività produttive, rimasti chiusi a seguito di provvedimenti statali, regionali o locali».

Al netto di tali premesse, l’assessore Filiberti e i consiglieri Allera e Mellina proseguono: «È bene ricordare che, in questo difficile momento di emergenza, il Comune di Casale ha già adottato importanti interventi agevolativi e di sostegno economico: ricordiamo, tra gli altri, il pagamento Tari in quattro rate a partire solo dal prossimo mese di settembre e lo sgravio totale Tosap e Tari per tutte le attività produttive e commerciali per l’intero periodo di chiusura forzata».

Venendo alla proposta di Demezzi, sulla quale la maggioranza, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, aveva garantito di valutarne la fattibilità e sostenibilità, i tre esponendi del centrodestra annunciano che tale proposta è stata valutata come insostenibile: «L’Amministrazione - commentano Filiberti, Allera e Mellina - ha studiato l’ipotesi di un rinvio della scadenza della prima rata di pagamento della quota Imu di spettanza del Comune e ne ha discusso, in un incontro, anche con le associazioni di categoria del comparto casalese, con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, con i patronati e i Caf della nostra città.

All’esito degli approfondimenti e con il conforto delle parti interessate, il Comune di Casale ha ritenuto che, in base alle limitazioni imposte dalla sopracitata legge vigente, un rinvio della prima rata della quota Imu di sua spettanza avrebbe creato, non solo agli operatori del settore, ma soprattutto ai contribuenti casalesi, notevoli difficoltà tecniche ed operative (con un inevitabile aggravio di costi per i cittadini) a fronte dei limitati benefici, sotto il profilo sia temporale sia economico, derivanti da una eventuale agevolazione».