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  • 18 dicembre 2012
  • Casale Monferrato

La scuola italiana? Da rivedere...

All’Istituto Superiore Sobrero nell’ambito della “Settimana sobreriana per la cultura scientifica nel bicentenario della nascita di A. Sobrero” è stato ospite giovedì il prof. Luigi Berlinguer, già ministro della Pubblica Istruzione e parlamentare europeo. “La cultura scientifica in Italia” il titolo del suo lungo intervento. Davanti a una folta platea di allievi e insegnanti di entrambi i plessi dell’istituto, il preside Mauro Bosco ne ha descritto brevemente il “curriculum vitae” sottolineandone il servizio presso le istituzioni. Ma la particolarità dell’ex ministro è l’attuale carica di presidente del Comitato per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica. «Al di là delle contingenze», per Bosco occorre infatti «riflettere sul problema del ritardo nello sviluppo del pensiero scientifico». Luigi Berlinguer ha esordito dicendo che la scienza non è considerata “cultura” la quale viene identificata ancora nelle “humanae litterae”. Ciò è dovuto a una gerarchia di saperi creatasi storicamente all’interno della scuola dove tradizionalmente è stato negato come cultura il “fare” a vantaggio del “sapere” determinati contenuti. Invece, per Berlinguer non c’è cultura senza astrazione e senza verifica fattuale, senza esperienza nei laboratori. «La conoscenza è fondata sull’astrazione ma solo se permette di interpretare il reale. Se il sapere è solo cognitivo e non penetra la realtà non è vero sapere». Quindi la curiosità dei giovani viene sollecitata solo se passa attraverso il momento sperimentale. A scuola bisogna infatti insegnare loro a “fare da soli”, a investire nella curiosità e nelle emozioni. Una di queste discipline stimolanti per eccellenza è la musica che costringe alla ripetizione: è faticosa ma sollecita l’intero corpo, l’intera esistenza conferendo grande carica energetica. La disciplina formativa più completa è, secondo il parlamentare, quella che attraverso la fatica perché provoca gioia e sollecita la creatività. Poiché la società ha bisogno di lavori manuali elevati e pieni di concetti la scuola deve saper stimolare le capacità di tutti ed essere disponibile verso altre discipline che sottendono a diverse capacità e vocazioni. «La scuola si apre al territorio con musei, biblioteche, concerti, con l’alternanza scuola lavoro nelle aziende e trasforma in cultura ciò che c’è fuori». L’apertura della scuola ha creato le condizioni per la crescita della società. Tutti i paesi evoluti danno spazio all’apprendimento “per tutta la vita” (lifelong learning). E la scuola per innovare deve partire dal basso, da quello che è già stato prodotto nelle singole realtà e non dall’alto della politica. A interloquire con il ministro sono stati chiamati i giornalisti Mauro Facciolo (La Stampa), Christian Pravatà (La Vita Casalese), Carlotta Bullano (Il Piccolo) e Alberto Marello (Il Monferrato). Le domande poste hanno riguardato l’incentivazione degli insegnanti il lavoro dei quali dovrebbe avvenire, secondo Berlinguer, maggiormente in equipe. E poi dovrebbe essere incoraggiata e non ostacolata l’autonomia, verificare i risultati e dialogare con il corpo docente. Inoltre per evitare la ripetitività delle materie fare correttivi alla stessa riforma scolastica. Circa il disinteresse per lo studio a vantaggio della tecnologia ha risposto che essa è uno strumento non un fine ma ne manca ancora la cultura come del lavoro e della scienza. Il giornalista Alberto Marello ha parlato di sollecitazione ambientale citando l’esempio della Silicon Valley, la parte meridionale della San Francisco Bay Area, dove ci fu una forte concentrazione di fabbricanti di semiconduttori e di microchip (entrambi basati sul silicio), che funsero da attrattore per l’insediamento successivo di aziende di computer, produttori di software e fornitori di servizi di rete. La risposta? La ricerca scientifica stessa è diventata un imprenditore con l’immissione di sapere permanente nel lavoro. Valori aggiunti del lavoro sono il sapere, la formazione permanente, non solo i soldi, ma la carriera, la trasformazione in salario di un pezzo del lavoro. Conoscenza e aggiornamento: questa è silicon valley moderna. Il paese in cui è stato realizzato tutto questo? La Corea oltre alle nazioni del Nord Europa.

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Barbara Corino

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