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«Si può ancora discutere e lottare collettivamente»

"Occupazione e Sicurezza": l'assemblea della Fiom Cgil a Casale

Venerdì 21 maggio al Parco Eternot

Il presidio alla Cerutti testimonianza della lotta degli operai e dei sindacati

Venerdì 21 maggio si terrà presso il Parco Eternot di Casale Monferrato l’Assemblea Generale della Fiom Cgil di Alessandria, con all’ordine del giorno "Occupazione e Sicurezza".

«La scelta di tenere la riunione del proprio direttivo provinciale a Casale Monferrato vuole essere un segnale da parte della categoria verso il territorio in cui si stanno svolgendo due presidi davanti alle fabbriche (Cerutti e Freuderberg di Mombello). Alla riunione saranno presenti le rappresentanze sindacali delle fabbriche metalmeccaniche di tutta la provincia, che non solo esprimeranno la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori delle due realtà in presidio, ma discuteranno anche delle ragioni che hanno portato quelle fabbriche alla situazione attuale e di tutte le iniziative che potranno risultare utili ad affrontare quelle crisi».

«In un mondo dove l’individualismo è sempre più presente e la pandemia lo ha accentuato, ritrovarsi in un luogo aperto ma simbolico per Casale e per tutta la provincia, cioè ex sito Eternit, vuole essere un esempio concreto di come si possa ancora discutere e lottare collettivamente per difendere il lavoro, la sua dignità e la sicurezza. L’Assemblea infatti si svolge anche nell’ambito delle iniziative decise da CGIL CISL e UIL nazionali e territoriali sulla sicurezza intitolata "Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro"». 

«In quel giorno i delegati e le delegate metalmeccaniche discuteranno delle reali condizioni di sicurezza presenti nelle fabbriche alessandrine e di quello che servirebbe affinché siano rispettate tutte le norme sulla prevenzione e la sicurezza: le manutenzioni, gli investimenti, gli interventi anche formativi necessari affinché la cultura della sicurezza sia presente e rispettata da tutti e per tutti. Spesso le norme non vengono applicate perché costano ed i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto precari, non possono rifiutarsi di lavorare anche se in pericolo, perché subiscono il ricatto occupazionale. Inoltre i controlli da parte degli enti ispettivi sono insufficienti». 


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Barbara Corino

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