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Processo Eternit-bis

Chiusa l’istruttoria dibattimentale a Napoli

Mercoledì prossimo le requisitorie dei pm

Si è chiusa l’istruttoria dibattimentale del processo Eternit-bis a Napoli dove Stephan Schmidheiny è accusato dell’omicidio volontario di otto persone (sei ex lavoratori dello stabilimento di Bagnoli e due ambientali). Nell’udienza di mercoledì, infatti, la seconda sezione della Corte d’Assise, presieduta dalla dottoressa Concetta Cristiano, ha accolto le ultime produzioni documentali e ne ha dichiarato ultimata l’assunzione.

Preliminarmente, la difesa ha prodotto la consulenza scritta del prof. Pierluigi Nicotera quali controdeduzioni a seguito della relazione della prof. Irma Dianzani, consulente della Procura, ascoltata lo scorso 2 febbraio. A seguire, la pm Giuliana Giuliano ha chiesto di poter depositare due pendrive con atti e materiale del processo di Torino e documenti originali, ma anche «i filmati relativi allo stabilimento di Bagnoli» dell’Istituto Luce. A quel punto, però, l’avvocato prof. Astolfo Di Amato, difensore di Schmidheiny, ha fatto notare che quei filmati non sono riferiti a Bagnoli ma a Casale Monferrato: «Allora sono un po’ inutili», ha rilevato la presidente della Corte. La pm Anna Frasca, però, ha insistito per la loro acquisizione: «Se ne da atto di numerosissime testimonianze agli atti. Sono filmati dell’epoca che ci aiutano a comprendere». Non così per la difesa: «Il filmato - ha ribadito l’avvocato Di Amato - si riferisce agli anni ’24/’30: significa che è un filmato che non ha niente a che vedere non solo con Bagnoli, ma neanche con Casale».

La Corte, sciogliendo la riserva, ha stabilito di acquisire le pendrive in quanto contenenti in formato informatico documenti già acquisti agli atti, ma non i cd con i filmati perché «si riferiscono a uno stabilimento diverso da quello oggetto di contestazione e a un periodo diverso: appare inconferente rispetto all’imputazione».

Dichiarata la chiusura e l’utilizzazione di tutti gli atti, la presidente Cristiano ha rinviato al 2 marzo per le requisitorie dei pubblici ministeri Giuliano e Frasca e le richieste delle parti civili; il 23 marzo, invece, si terranno le arringhe dei difensori. Dalla Procura hanno anticipato che, quasi sicuramente, sarà necessaria una terza udienza per le repliche dei pm e, di conseguenza, delle difese.


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