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Viaggio d'autore

A... Vignale Monferrato in cinque infernot

Appuntamento a Vignale con il sindaco Tina Corona che ha riunito per i vostri “Viaggiatori d’autore” una vera e propria delegazione composta da Alberto Maffiotti e Gloria Bosia, presidente e vice del locale Club Unesco, e con Maria Orsi priora della Confraternita della chiesa del Convento. 
In programma una visita esclusiva ad alcuni infernot del paese che fa parte della zona di eccellenza (Core Zone) di questi tesori nascosti della storia geologica monferrina. 
Sono trascorsi cinque anni dalla loro iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco a Doha in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. 
In quella storica giornata del 22 giugno 2014 in prima fina c’era proprio Tina Corona a festeggiare il meritato riconoscimento del Monferrato come 50° sito italiano e primo paesaggio culturale vitivinicolo insieme ai territori  vocati di Langhe e Roero. 
Iniziamo il tour dall’infernot “Belvedere”, di proprietà comunale, uno dei primi ad essere aperti. Vi si accede dal cortile della Scuola Media Besso che offre una vista impagabile sulle dolci colline monferrine. 
Un percorso espositivo in italiano e inglese illustra le motivazioni del riconoscimento Unesco e le caratteristiche di questi ipogei scavati nella Pietra da Cantoni. Non manca anche una piccola raccolta sotto vetro dei fossili trovati tra le pietre (soprattutto pecten, qui c’era il mare)
È un luogo tutto da scoprire, realizzato all’inizio dell’Ottocento con passaggi (oggi chiusi) verso il vicino Palazzo Callori. 
Scendendo la scaletta si presenta una sintesi ridotta di tutte le tipologie di questi manufatti: a semicerchio, a gradinate e a nicchie. Posto in sicurezza, è visitabile con la guida dei volontari del Club Unesco ogni domenica da marzo a novembre dalle 15 alle 18 e in altre giornate previa prenotazione. 
La nostra visita prosegue con altri infernot di proprietà privata. 
In via Porro, col ricordo del poeta scapigliato vignalese Federico Aime, entriamo nell’abitazione di Gloria Bosia dove ci attende uno scantinato con il pozzo e un profondo infernot semicircolare ricavato all’interno delle antiche mura di difesa. 
Si può anche osservare in maniera suggestiva dalle grate di una delle camere laterali.
Sempre in via Porro entriamo, tra cani da guardia abbaianti, nel cortile dell’abitazione di Sergio Lasagna, sotto l’imponente mole della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. 
Il piccolo infernot rivisitato, in origine era una ghiacciaia. Anche in questo caso una galleria di collegamento con volta a botte è stata chiusa. 
La strada scende rapidamente. All’azienda agricola Nuova Cappelletta, di fronte allo sferisterio Cesare Porro, in via Mazzini ci attende Laura Ruschena con il fedele cane Cloe. 
Due rampe di scale ci conducono alla grande cantina con due piccoli infernot semicircolari. 
Degna conclusione alla Cascina Dietro Castello che ospita la storica azienda agricola Buzio, fondata nel lontano 1860 da Agostino e che continua con Oreste e i figli Andrea e Marco la tradizione vitivinicola con moderne tecniche nel rispetto delle caratteristiche originali. 
 
Ci attendono, insieme al fedele beagle (Eta), la signora Buzio e la nuora Valentina, moglie di Andrea. La particolarità di questo infernot, cui si accede dalla cantina di affinamento con sala di degustazione, è di essere stato scavato nella roccia di arenaria. Il tutto molto ben tenuto. 
Siamo sempre più convinti, dopo questa visita, che gli infernot rappresentino un grande valore aggiunto del turismo collinare e condividiamo la lodevole iniziativa adottata dal comune di Vignale, in accordo coi proprietari, per la valorizzazione di questo importante patrimonio Unesco.