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  • 30 agosto 2026
  • Casale Monferrato

Intervista

«Monferrato "virale" anche su Instagram», l'esperienza sui social di Serena Emanuel

@serena_in_monferrato

Serena Emanuel. Sul palco di FuoriFestival con Alberto Marenco e Astelia Fickat

È diventata a tutti gli effetti un punto di riferimento per il “nostro” Monferrato. Anche Instagram le riconosce visualizzazioni e qualità dei contenuti. @serena_in_monferrato racconta un territorio attraverso esperienze e personaggi. 

Oggi vi presentiamo la storia di Serena Emanuel, che avevamo incontrato qualche settimana fa al FuoriFestival di Asti.

Blogger, promoter o innamorata del territorio?
La verità è che faccio sempre fatica a rimanere dentro i confini di un’etichetta. Da un lato perché mi considero una figura professionale “ibrida”, dall’altro perché ho l’impressione che molte definizioni oggi vengano usate così spesso da perdere significato, finendo per voler dire tutto e il contrario di tutto. “Innamorata del territorio” sicuramente sì. Sono nata e cresciuta a Robella d’Asti, un piccolo paesino che si trova nella zona collinare del Basso Monferrato astigiano. Ed è qui che ho scelto di rimanere e di portare avanti il mio progetto. Più che una scelta, si tratta proprio di un senso di appartenenza, delle mie radici. Se dovessi spiegare il mio lavoro, direi che ha diverse anime: c’è una parte che rimane “dietro le quinte”, legata alla progettazione, alla ricerca e allo sviluppo di iniziative, e una più visibile, che passa attraverso la comunicazione, la creazione di contenuti digitali e gli eventi dal vivo. Il mio obiettivo non è soltanto raccontare ciò che accade, ma anche contribuire a generare valore sul territorio.

Come nasce “Serena in Monferrato”?
Nasce un po’ per gioco, dal profondo legame con questo territorio e dalla convinzione che ci sia ancora tanto da fare. Inizialmente “Serena in Monferrato” era semplicemente il nome che avevo scelto per il mio profilo Instagram, quando l’ho aperto qualche anno fa, ma racchiudeva già qualcosa di più: non solo un luogo fisico, ma anche il mio modo di guardare ciò che mi circonda. Mi piace pensarlo come una sorta di “Alice nel Paese delle Meraviglie” tra le colline patrimonio Unesco.Nell’ultimo anno, il mio progetto di valorizzazione del territorio ha preso sempre più forma, trasformandosi in un vero e proprio “contenitore” che unisce comunicazione, cultura e relazioni locali. L’obiettivo è creare connessioni autentiche e contribuire a fare rete tra associazioni, enti, realtà pubbliche e private, promuovendo eventi e iniziative culturali, e portando innovazione in un territorio che conserva radici contadine, ma ha bisogno di reinventarsi e di guardare al futuro. 

Qual è la tua idea di comunicazione digitale?
Preferisco una comunicazione autentica e senza troppi filtri, rivolta non solo ai turisti, ma anche a chi vive, lavora e investe nel territorio. Il mio tratto distintivo è considerare il mio profilo Instagram come una sorta di “bacheca digitale” dove ogni giorno condivido locandine di eventi e annunci di vario tipo aggiornati in tempo reale, per incrociare domanda e offerta. E poi ho creato un mio format di video interviste in formato Reel, per dare visibilità ad attività, storie, progetti e realtà locali che meritano di essere conosciuti. Ho scelto di mantenere una dimensione “locale” e di concentrarmi su un territorio specifico per poter andare più in profondità.

Hai mai pensato di collaborare con agenzie turistiche del territorio?
Sono sempre aperta a nuove collaborazioni che siano in linea con il mio progetto. Il mio obiettivo è proprio quello di fare rete e lavorare in sinergia con i diversi attori del territorio. Mi è già capitato di lavorare con professionisti del settore, anche se nello specifico la mia attività non si rivolge solo ai turisti, ma più in generale alla comunità locale.

Strategie da suggerire per i social...ma senza AI...
Confesso di essere un po’ allergica alle strategie, perché io stessa non le seguo in maniera rigida. Ormai basta aprire un profilo qualsiasi per trovare video tutti uguali. Personalmente non rincorro i trend del momento e le logiche degli algoritmi. Non creo i miei contenuti con l’unico scopo di farli diventare virali, proprio perché il mio obiettivo è portare un’informazione di qualità. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, offrirà sempre più strumenti per agevolare il lavoro dei Content Creator. Ma proprio per questo mai come oggi è importante distinguersi e coltivare la propria unicità. Credo che chi sceglie di lavorare con me lo faccia perché si fida del mio approccio, che considero quasi artigianale, un lavoro su misura e non preconfezionato. E poi non utilizzo troppi “effetti speciali” per i miei video, lascio che siano le storie e i progetti che racconto a parlare. 

A FuoriFestival che ruolo hai avuto nella rassegna? Hai già in programma altri eventi dal vivo?
È stata una delle esperienze più divertenti di questa estate: ho avuto il piacere di moderare due incontri dedicati alla musica al Diavolo Rosso di Asti, insieme agli amici di Heartist. Un’esperienza bellissima, che mi ha permesso di vivere un rapporto diretto e autentico con le persone, al di là degli schermi. Nei prossimi mesi sarò impegnata a presentare altri eventi. Ci tengo molto anche contribuire a rendere il territorio più vivo durante i mesi invernali. Proprio per questo, insieme ad alcuni partner e realtà locali, stiamo pensando di creare degli “incubatori di idee” sul territorio, per dare vita a talk, conferenze, incontri tematici e serate dal vivo. L’obiettivo è creare sempre più occasioni di incontro, cultura e partecipazione, durante tutto l’anno.


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