Articolo »

Un libro di Barbara Trinchero: il moncalvese Buronzo decide il destino di Asti

Se "Volli, fortissimamente volli" rimada immediamente alla ben nota ferrea volontà del Trageda Vittorio Alfieri, "Fortissimamente volli. L'Alfieri oltre le mura" è invece la recente pubblicazione dell'architetto Barbara Trinchero, presentata alla Biblioteca Astense di Asti. Un interessante percorso sulla storia urbana del capoluogo di provincia negli anni Trenta del Novecento. Attraverso le approfondite ricerche bibliografiche e d'archivio tra Asti e Firenze, la Trinchero delinea la figura dell'architetto fiorentino Raffaello Fagnoni che nel 1931 realizzò l'Orfanotrofio maschile "Vittorio Alfieri" di Asti. Perchè proprio un architetto e urbanista fiorentino? Chi fu il tramite che credeva e voleva la realizzazione di strutture pubbliche moderne per la città? Domande che sorgono spontanee e che trovano nella figura del professore di Letteratura Italiana nonchè Podestà della città, il moncalvese Vincenzo Buronzo, il vero committente. "Il quale - si legge nel libro- ha avuto l'intuizione culturale e politica di scovare all'esterno l'architetto e urbanista fiorentino Raffaello Fagnoni il cui apporto tecnico e professionale sarà determinante a più livelli per disegnare la trasformazione urbana di Asti. Al giovane, ma già affermato, esperto di grande valore vengono infatti affidati qualificanti incarichi, il più importante dei quali, a partire dal 1931, quello di redigere, insieme al collega di studio ing. Bianchini, il Piano Regolatore della Città". Tra le figure importanti operanti ad Asti, tra fine Ottocento ed i primi due decenni del nuovo secolo, vi è infatti Vincenzo Buronzo con i filantropi astigiani Giovanni Penna e Annibale Vigna. "Il primo - leggiamo nel capitolo sui protagonisti chiave - che si rivelerà innovatore, è anche letterato, poeta dialettale monferrino: Buronzo, già a capo di un'organizzazione nazionale di categoria, si trova a decidere come Podestà del destino di Asti. Ripensa al "disegno della città" combinando, da una parte, il rilancio della sua connotazione rurale e medievale e, dall'altra, la progettazione di moderne infrastrutture". Vincenzo Buronzo nasce a Moncalvo il 13 novembre 1884; dopo gli studi a Torino, Pavia e Firenze si laurea all'Università di Bologna con Giovanni Pascoli. Nel 1921 fu Presidente del Consiglio Provinciale di Alessandria e successivamente Ispettore dell' Opera Nazionale Balilla. Deputato al Parlamento dal 1924 al 1943 fu Senatore del Regno. Dal 1927 al 1929 ricoprì la carica di Podestà a Moncalvo e successivamente ad Asti fino al 1935. Figlio di un fabbro carradore, Buronzo sostenne con convinzione il mondo artigiano ricoprendo vari incarichi dirigenziali nell' Organizzazione dell' Artigianato Nazionale. Diede inoltre vita alla Federazione Artigiana Autonoma di cui fu presidente, carica che nel 1931 ricoprì pure nel Centro Internazionale dell'Artigianato, convinto com'era della necessità per questo settore di una stretta collaborazione con architetti ed artisti. Vasta fu la produzione scritta di Vincenzo Buronzo che comprende narrativa, letteratura infantile, opere di saggistica, poesia dialettale e in lingua nonchè giornalismo. Dal dopoguerra condusse una vita ritirata tra l'amata Moncalvo, Recco e Capri, dove soggiornava a Villa La Prora, di sua proprietà, progettata proprio dall'amico architetto Fagnoni. Dedicò quest' ultimo periodo della sua vita quasi esclusivamente agli amati studi letterari e ad alcune iniziative di carattere culturale a favore di quel Monferrato a cui sempre fu profondamente legato. Morì nella sua Moncalvo il 7 novembre 1976. Un uomo poliedrico, di grandi interessi, profonda sensibilità ed umanità fu dunque Vincenzo Buronzo a cui si aggiunge un ruolo attivo e lungimirante per Asti. In campo culturale Buronzo rilancia la figura di Vittorio Alfieri con la fondazione del Centro Nazionale di Studi Alfieriani. Alla sua amministrazione vanno inoltre ricondotte sia la ricostituzione della Provincia di Asti nel 1935 che la ripresa del Palio corso, come da tradizione, "alla lunga" in occasione della patronale di San Secondo. "Come già avvenne con la spinta all'industrializzazione astigiana proveniente dall'esterno, l'autentico deus ex- machina del disegno di ricostituzione della Provincia fu una figura non astigiana ma proveniente da quel Monferrato gravitante sul Casalese più pragmaticamente attento "alla lombarda" ad un tipo moderno di rapporti socio economici". Per quanto riguarda l'assetto urbano della città, fu il podestà Buronzo a commissionare a Fagnoni il Piano Regolatore della zona nord della Città così come la redazione del nuovo Piano urbanistico cittadino. Letterato ed insegnante, senatore, dirigente nazionale nel campo dell'artigianato, Podestà fascista di Asti, Vincenzo Buronzo fu dunque figura determinante per quegli interventi urbani che da lui assegnati al professionista fiorentino Raffaello Fagnoni disegnarono la trasformazione della città di Alfieri. Annalisa Cerruti Prosio

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Silvia Sassone

Silvia Sassone
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!