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E l'Arca approdò sulle colline del Monferrato (grazie a Nicola restauri)

Al Teatro della Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro (Marche, provincia di Pesaro-Urbino)), in occasione della giornata 'Aspettando il premio Rotondi ai Salvatori dell’Arte' sono stati presentati l’adozione e il restauro da parte del laboratorio Nicola Restauri di Aramengo nel Monferrato astigiano di un capolavoro della pittura abruzzese degli inizi del ‘600, il ”Il ritrovamento della vera croce” di Giulio Cesare Bedeschini. Hanno lavorato: Gian Carlo Tognin e Marco Massaglia per l’intervento conservativo della tela di supporto, Nicola Pisano per le analisi strumentali UV e IR e la pulitura, Adriana Tognin per la stuccatura, Rita Vai ed Anna Rosa Nicola per la reintegrazione pittorica, Andrea Lombardini per le fotografie. Le operazioni di restauro (dal ritiro fino alla presentazione estetica finale) sono state oggetto di un documentario realizzato da Marta Ghelma, Davide Scagliola e Bruno Zanzottera. A Sassocorvaro Anna Rosa Nicola ha spiegato: “Vedendo i danni provocati dal sisma ci siamo resi conto che il nostro intervento era ben poca cosa. Ci siamo quindi attivati per dare seguito all’appello del Premio Rotondi ad adottare le opere d’arte terremotate cercando di coinvolgere clienti e visitatori a contribuire con nuove adozioni. Sono state adottate altre otto opere, altre due adozioni sono in corso.Ora cercheremo di darci da fare anche per le opere danneggiate dal terremoto in Emilia”. Rotondi aveva salvato a Sassocorvaro durante la guerra le più famose opere d’arte italiane come Noè, per questo la manifestazione è stata anche chiamata “L’Arca dell’Arte” e mentre parlava Anna Rosa proiettava immagini con il logo "...E l'arca approdò sulle colline di Aramengo''. Nicola Restauri, perseguendo i suoi scopi di salvaguardia dei beni artistici, aveva subito contattato gli Enti abruzzesi per mettere a loro disposizione a titolo gratuito le proprie competenze e professionalità, ma il desiderio di collaborazione si è concretizzato nell’ambito dell’edizione del Premio Rotondi ai Salvatori dell’Arte 2010 (premio che i Nicola ricevettero per la sezione Italia nel 2002). Qui è maturata la decisione da parte di Nicola Restauri e in particolare del 'patron' Guido Nicola di finanziare e realizzare il restauro della pala del Bedeschini, l’opera in condizioni peggiori tra quelle esposte nella mostra “Le Madonne ferite”. Il parziale crollo della Chiesa di San Francesco di Paola a L’Aquila, in seguito al sisma, aveva coinvolto anche il dipinto. L’opera era rimasta per lungo tempo sotto le macerie a contatto con l’umidità diretta ed indiretta che aveva causato gravi danni alla pellicola pittorica e alla tela di supporto già compromessa da grandi sfondamenti, strappi e accartocciamenti, soprattutto nella parte inferiore. Le operazioni di restauro, di notevole complessità e delicatezza ( per il quale la Soprintendenza aquilana aveva stimato un costo di 20.000 €) sono durate circa 9 mesi. Il restauro è avvenuto sotto la sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte ( Valeria Moratti) su incarico della Soprintendenza B.S.A.E. per l’Abruzzo L’Aquila (Caterina Dalia) in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali della Curia Arcivescovile dell’Aquila (Giovanna Di Matteo). Dopo una prima messa in sicurezza, funzionale al trasporto dal Museo di Celano al laboratorio di Aramengo, l’opera è stata sottoposta ad un delicato intervento conservativo che ha previsto l’asporto delle foderature eseguite in precedenti restauri, lacerate e ormai invase dalle muffe, il ripristino della planarità del dipinto in camera a vapore con il riposizionamento corretto e sutura dei numerosi strappi, innesti di tela antica nelle parti andate perdute, una nuova foderatura di rinforzo ed un nuovo telaio. L’intervento di pulitura è stato preceduto e accompagnato da indagini strumentali che tra l'altro han rivelato la presenza di alcuni pentimenti dell’autore in corso di esecuzione del dipinto e l’eliminazione di un personaggio dalla scena. La reintegrazione pittorica, lunga e laboriosa è stata eseguita in tono su una stuccatura leggera in lieve sottolivello. Le numerose mancanze di colore sono state ricostruite utilizzando a guida l’immagine del dipinto integro, così com’era prima del sisma. Il quadro per ora rimane esposto nella rocca, tornerà all'Aquila quando sarà completato il restauro di San Francesco.

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Silvia Sassone

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