Articolo »
Parrocchia
La festa patronale di Moncalvo con il vescovo Gianni Sacchi
La consegna del premio "Bolla" all'ex parroco Angelo Francia
“Siamo qui oggi per celebrare la festa patronale, il momento in cui la comunità di fedeli si riunisce per pregare e seguire un modello evangelico e, nel caso di Moncalvo sant’Antonio da Padova”. Il vescovo di Casale monsignor Gianni Sacchi ha iniziato così l’omelia sabato scorso, 13 giugno, durante la messa nella chiesa parrocchiale in occasione della festa patronale. Un “Sant’Antonio” diverso, vissuto con le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria in corso: ingressi contingentati nella chiesa di San Francesco, mascherine obbligatorie per tutti i fedeli e distanza tra le persone. “Come se non bastasse, piove a dirotto – ha detto in tono scherzoso il vescovo – ma io so perché: per la prima volta il vostro parroco, don Giorgio ha indossato la talare”, la lunga veste ecclesiale.
Durante l’omelia monsignor Sacchi ha invitato i fedeli a riflettere sul Corpus Domini, la festa che si sarebbe celebrata il giorno successivo, domenica 14 giugno, e ha raccontato il celebre miracolo eucaristico di sant’Antonio. “Essere Chiesa significa essere insieme e condividere insieme”, ha inoltre detto il presule casalese, sottolineando l’importanza dell’Estate ragazzi che partirà il prossimo 22 giugno nel nuovo oratorio, presso gli ex locali della fabbrica tessile TT.
Al termine dell’omelia, infatti, monsignor Sacchi ha benedetto e consegnato i crocifissi di san Marcello a tutti gli animatori che si occuperanno del Centro estivo. La chiesa era gremita, erano presenti le associazioni cittadine con i propri gonfaloni, ha suscitato però qualche curiosità l’assenza del gonfalone del Comune.
Momento importante della celebrazione è stata la lettura da parte del sindaco di Moncalvo, Christian Orecchia, del voto fatto per la prima volta il 16 aprile 1628 data in cui la città si è affidata al santo. “In questa chiesa di san Francesco e davanti al Santissimo esposto – ha letto il primo cittadino che indossava la fascia tricolore – si riuniva il consiglio comunale presieduto dai consoli Sebastiano Damiano e Giorgio Rovere. Essi stabilivano che ciascun anno e per sempre, il 13 giugno giorno della festa di sant’Antonio, venisse fatta cantare una messa all’altare del Santo nella chiesa di San Francesco a spese della comunità e nello stesso giorno si tenesse una solenne processione per le vie di Moncalvo in onore del santo”.
La processione non si è potuta tenere quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria. E tuttavia la festa è stata ugualmente calorosa grazie alla presenza di don Angelo Francia parroco di Moncalvo dal 1992 al 2009 a cui è stato consegnato il premio “Mons. Giuseppe Bolla” (1885-1952), conferito a chi si è speso in modo particolare per la parrocchia di Moncalvo. Don Angelo, al quale i moncalvesi hanno dimostrato affetto e riconoscenza, è stato definito nelle motivazioni del premio “sacerdote umile, ottimo predicatore e attento pastore di anime”, avendo lasciato un ricordo indelebile nella comunità. Prima viceparroco per tre anni poi, dopo 18 a Cavagnolo, parroco a Moncalvo sino al 2009, don Francia guida oggi la comunità dell’Addolorata di Casale. Un amore che lo ha legato ai moncavesi sin dall’inizio, come racconta l’ex sindaco Aldo Fara, che si era fatto promotore di una petizione consegnata al vescovo, in cui si chiedeva che don Angelo, nel periodo in cui era viceparroco, non fosse trasferito.
“Sono felice di essere qui a celebrare la solennità del santo Patrono, una festa molto sentita dai moncalvesi – ha detto commosso don Francia –. Mi sembra di rivivere i momenti del passato e sono meravigliato di ricevere un riconoscimento così importante e per me prezioso. Monsignor Bolla fu un gigante ed ebbi tante testimonianze sia per il suo operato come cappellano durante la Grande Guerra sia come parroco di Moncalvo. Per me è stato un esempio e lo sento vicino anche oggi”.
Profili monferrini
Questa settimana su "Il Monferrato"







