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Intervista

Daniele Doesn't Matter, la storia di un ragazzo che non smette di sognare

Un milione di iscritti al suo canale YouTube

Daniele Selvitella è nato a Casale Monferrato nel 1987. Web designer, laureato in Scienze del design allo IAAD

Pensate che il casalese più famoso d’Italia sia Roberto Bolle? Sbagliato, è Daniele Selvitella che 11 anni fa nella sua cameretta si è messo un cappellino in testa, ha acceso una telecamera ed è entrato nella leggenda di YouTube. Lui era nel manipolo di eroici pionieri che hanno capito come contenuti interessanti e un bel po’ di lavoro dietro le quinte, potevano informarci e divertirci su un “tubo” che non fosse quello catodico. Lui è Daniele Doesn't Matter: 1 milione di iscritti al suo canale YouTube (scusaci Bolle, ma tu sei fermo a 700mila su Instagram).

Ora, io con un personaggio come Daniele vorrei buttarla ancora più in caciara del solito, magari commentando il suo video sulla “donna cavallo” e gli epici “100 cose che NON volevi sapere”, ma non mi conviene: intanto sull’ironia vince lui, poi contrariamente al nome del canale (che per i Monferrini non anglofoni come me: significa “Daniele non importa”), a Daniele “Matter”, specie quando riflette sul suo lavoro e la società. “In 11 anni ho visto passare su YouTube tante mode a volte positive a volte un po’ meno, - spiega quando gli chiediamo ragione del suo lungo successo - ma ho sempre cercato di stare al passo con le tendenze senza snaturare il mio personaggio. Infondo quello che le persone vedono e hanno imparato a conoscere in questi anni rispecchia il mio modo di essere”. Però gli faccio notare che ora ci sono meno cappellini e più barba. “Certo, c’è stata un’evoluzione, ma è dovuta anche al fatto che sono cresciuto. La cosa positiva di YouTube, però, è che non devi adattarti ad un nuovo pubblico come avviene in TV dove i programmi devono essere sempre rinnovati. Su YouTube il tuo pubblico invecchia insieme a te. Quindi i contenuti finiscono per rispecchiare la tua crescita artistica e professionale e il modo in cui ci si pone nei confronti della società. Se fino a 5-6 anni fa facevo video dove indossavo parrucche bionde e andavo a rappresentare episodi sociologici in chiave ironica, oggi ho meno voglia di quel tipo d’immagine. Questo però non mi impedisce di sperimentare nuovi format”.

Ecco vedete: ho cominciato parlando di camerette e cappellini e qui siamo vicini a Umberto Eco. Fammi dare un occhio alla biografia di Daniele: laurea in scienze del design, autore letterario di successo, testimonial di associazioni benefiche. E io che mi sono limitato a chiedergli che ha fatto durante il lockdown. “Sono fortunato, il mio lavoro si svolge il 70% in casa – risponde - scrivo una sceneggiatura, mi sposto per girare e torno al PC per il montaggio. Quindi la pandemia mi ha reso molto più produttivo perché è venuto meno il 30% dell’attività esterna: incontrare i clienti, andare agli eventi… Certo è stato anche molto triste, in tanti mi supportano da anni e queste occasioni sono la parte più bella del mio lavoro perché permettono di rendere reale un contatto che di solito avviene on line”.

E non basta, Daniele è anche un bravo ragazzo. “Vivo a Milano e sento molto la lontananza da casa, non poter andare a trovare i miei genitori a Villadeati è stata una mazzata. Ho l’abitudine di passare un po’ di tempo con loro nel weekend e tornare domenica sera a Milano. Per fortuna viviamo in un’epoca dove è facile rimanere in contatto”.

Non sembra nemmeno che ci sia la possibilità che si rovini in futuro. “Non voglio fare il gradasso dicendo che sono pieno di lavoro, ma nonostante siano passati 11 anni sono ancora qui a sognare. Avere degli obbiettivi è la benzina che alimenta questa professione. Durante il lockdown ho avuto del tempo da dedicare alla produzione di nuovi contenuti e nuovi format. Oltre a YouTube ho aperto un podcast su twitch che conduco live da lunedì a giovedì dalle 21 alle 23. Di conseguenza ogni giorno mi trovo a produrre contenuti che sono più spinti sull’attualità. Sta andando bene e ha ricadute su Spotify e Audible. Oltre a questo ho un progetto importante, legato al mio romanzo “Buonanotte, storia di un ragazzo senza sonno”, e poi sto lavorando a un nuovo romanzo”.

Sapete una cosa: dopo 51 interviste di questa rubrica con Selvitella ho avuto la conferma di aver scoperto l’acqua calda: puoi anche fare un video sulla donna cavallo, ma si diventa e soprattutto SI RESTA famosi, solo se sei un professionista intelligente. E poi, va beh, i Casalesi hanno un’arma in più verso il successo. “Quando torno dai miei immancabilmente mia madre mi fa trovare una scatola di Krumiri Rossi da portare via, anzi, spesso le scatole sono due in modo che ne possa dare una in regalo a qualcuno a Milano e tutti rimangono entusiasti”.

Daniele Selvitella è nato a Casale Monferrato nel 1987. Web designer, laureato in Scienze del design allo IAAD, approda in Rete alla fine del 2009, raggiungendo subito un pubblico molto vasto. Nel 2011 è stato ospite fisso di Piero Chiambretti su Muzik Show (Italia1). Testimonial AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro), è stato protagonista di YOUTUBERS4AIRC: Ricercatore per un giorno. Nel 2012, insieme a Giorgio Faletti e Ferzan Ozpetek, è stato giudice di Una Metafora per la Ricerca. Nel 2014 conduce HipHopTv su Sky. In radio è stato ospite a Radio 1, Radio 2, Radio Dee Jay e conduttore per Radio Kiss di Kiss KissKissenefrega. Nel Gennaio 2013 Mondadori ha pubblicato “Come diventare famosi stando comodamente seduti in poltrona”, il suo primo libro. nel 2017 esce il suo romanzo “E buonanotte. Storia del ragazzo senza sonno”. Nel 2013 è stato premiato con l’“Oscar del successo” ad Alessandria.


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