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Commemorazione

Madonnina commemora Arduino Bizzarro, aviere della Regia Areonautica e partigiano

Messa, corteo, corone e orazione di Daniela Degiovanni per il partigiano e aviere Medaglia d’ Oro al Valor Militare

Domenica 16 febbraio, a Madonnina, è in programma la cerimonia in ricordo dell’aviere partigiano Arduino Bizzarro, Medaglia d’Oro al Valor Militare. La commemorazione avrà inizio alle 9,30 con la messa di suffragio poi, dalle 10,15, il saluto del sindaco di Serralunga di Crea Giancarlo Berto, gli interventi del presidente del Nastro Azzurro Mario Pasino, del presidente dell’ANPI Roberto Rossi e del presidente della Provincia Gianfranco Lorenzo Baldi. Il segretario del Nastro Azzurro Vittorio Caligiuri leggerà la ‘preghiera del decorato.’ Oratore ufficiale sarà Daniela Degiovanni, ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica. Poi il corteo con la deposizione di corone alla lapide e la lettura della motivazione con la quale è stata assegnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Bizzarro nacque a Bottrighe (Rovigo) il 27 gennaio 1923, figlio di Giuseppe e Agnese Roma. Nel 1927 la sua famiglia si trasferì dal Polesine a Casale Monferrato. Mentre lavorava come garzone di bottega, fu chiamato a prestare servizio di leva nella Regia Aeronautica come aviere. Al momento dell’armistizio dell’8 settembre 1943 si aggregò subito ad una delle prime formazioni partigiane sorte nell’Alessandrino, raggiungendo la località di Arcesaz, in Val d’Ayas. Nel dicembre 1943 fu coinvolto in uno scontro a fuoco in cui morì il partigiano Giuseppe Carrera, originario di Casale Monferrato, appartenente alla 13a Brigata “Matteotti”. In occasione del funerale di Carrera egli fu arrestato dalle Brigate Nere con altri compagni di lotta, e trattenuto in carcere per otto
mesi, dapprima a Casale, poi ad Alessandria, Aosta e Torino. Riuscito ad evadere si unì alla X Divisione “Garibaldi”, operante nella zona della Valcerrina. Qui divenne autista della “Squadra Volante” della 181a Brigata intitolata alla memoria di Alfredo Piacibello. Il 16 febbraio 1945 prese parte ad uno scontro a fuoco tra partigiani della 79a Brigata Garibaldi e militi delle brigate nere in località Madonnina di Crea. La macchina che lo trasportava] insieme ad altri tre partigiani fu accerchiata da una sessantina di militi e, mentre gli altri riuscirono a fuggire, lui fu catturato. Brutalmente interrogato si limitò a rispondere “Viva l’Italia”, venendo sadicamente finito a colpi di pugnale alla gola. La salma fu inizialmente sepolta presso il cimitero di Mombello e, dopo la fine del conflitto, fu traslata in quello di Casale Monferrato.


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