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Padre Paolo Dall'Oglio, nessuna certezza sulla morte guarda l'intervista video

Non si ha ancora nessuna notizia certa sulla presunta esecuzione di padre Paolo Dall’Oglio, sacerdote gesuita impegnato nell’ecumenismo e nel dialogo interreligioso – ma anche tenace oppositore del Governo di Assad – rapito a Raqqa, nel nord della Siria, il 28 luglio scorso. Dall’Oglio, 59 anni, aveva fondato in Siria una comunità dove, spesso, i “fratelli”, per dirla con Papa Francesco, cristiani e musulmani pregavano insieme. Nella scorsa estate, però, un provvedimento di Assad aveva decretato la sua espulsione dal paese. La notizia della sua morta era stata diffusa lunedì 12 agosto da Lama al Atassi, del Fronte nazionale siriano: “Con il massimo rammarico - ha scritto Lama Al Atassi - comunico di avere notizie confermate da una fonte ben conosciuta che Padre Paolo è stato giustiziato. Dio benedica la sua anima”. Il ribelle Salam Kawakibi, invece, ha assicurato che Dall’Oglio è vivo e in buone condizioni di salute, ma purtroppo ancora nelle mani di Al Qaida. La Farnesina, interpellata dall’Ansa, non si pronuncia: “Si tratta di un'indicazione che va presa con estrema cautela e che non trova al momento alcuna conferma”. Così pure il Vaticano. Voci e smentite, dunque, in un quadro che, per ora, rimane privo di qualsiasi conferma. (L'intervista è stata realizzata al plesso Lanza del Balbo a ottobre 2012)

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Barbara Marini

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