Trino, Open Gate alla Fermi: «Un buon punto di partenza»
Tra le settecento persone che nello scorso weekend hanno partecipato all’Open Gate alla centrale “Fermi” di Trino c’era anche il sindaco Alessandro Portinaro, che ha accompagnato nella visita all’impianto anche la senatrice Patrizia Manassero.
«È stata un’iniziativa importante, molto partecipata e che ha dimostrato che si può gestire il nucleare in modo diverso rispetto al passato» ha commentato il primo cittadino trinese al termine dell’iniziativa promossa da Sogin.
«Certo, è stata anche un’oculata operazione di marketing, ma va nella direzione giusta. Ora si continui con la trasparenza e il dialogo, c’è da costruire un rapporto di fiducia reciproca. E serve soprattutto essere chiari e dire apertamente come stanno le cose, quali e quanti sono i ritardi, perché si sono generati, discutere assieme, con gli enti locali e i cittadini, per trovare le soluzioni migliori. Un weekend positivo, ma è il punto di partenza, non l’arrivo».
Ad accogliere i visitatori, c’erano tra gli altri l’ad di Sogin, Riccardo Casale e il direttore della disattivazione centrali e impianti nord di Sogin, ing. Davide Galli.
Uno dei temi affrontati durante l’Open Gate è stato ovviamente quello della scelta del sito che ospiterà il Deposito Nazionale delle scorie, che avrà una ricaduta di almeno 800 posti di lavoro e di una pioggia di euro per il territorio interessato, visto che tutte le compensazioni nucleari che ora sono distribuite tra i vari Comuni che ora ospitano le scorie, finiranno al luogo in cui sorgerà il Deposito Unico e nei paesi subito a ridosso, concentrando il tutto in pochi chilometri.
«Stiamo lavorando per recepire le osservazioni di Ispra, solo per questo la Carta dei siti idonei non è stata ancora diffusa, perché è ancora in evoluzione» spiega Casale. «Sono state individuate decine di macroaree, che interessano più province e più Regioni. E’ stato confermato in più di un’occasione che sia Trino che Saluggia non rientrano tra le aree idonee per la vicinanza di due fiumi».
L’amministratore delegato ha inoltre ribadito come le scorie nucleari possano rappresentare un’opportunità.
«Non ci sarà alcun rischio con il Deposito. All’estero i Comuni si sono contesi fino all’ultimo il sito unico, ma sappiamo benissimo che in Italia potrebbe non essere così. Basterebbe che la gente capisse che il deposito è una struttura di protezione ambientale, con rischi bassi. La paura del Deposito è irrazionale: credo che questa sia la difficoltà maggiore che ci troveremo ad affrontare» conclude l’ad di Sogin.
Se l’iter verrà rispettato, la Carta dei siti dovrebbe essere pronta per la seconda metà di giugno.