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Quarta edizione
I premi di SanSalvaStorie: Tantasâ a "52 is a machine"
Il festival dei corti diretto da Stefano Careddu e Ilaria Briolini
Venerdì scorso si è conclusa la quarta edizione di SanSalvaStorie, il festival di corti diretto da Stefano Careddu e Ilaria Briolini. Due serate, dieci pellicole in gara e diversi fuori concorso. Sebbene la direzione, fin dalla fondazione della kermesse, abbia dimostrato una spiccata sensibilità verso i temi sociale e civili raccontati di fronte alla macchina da presa, quest’anno si è impegnata particolarmente nella selezione operata sotto il segno umanitario.
Con la propria scelta di corti ha voluto focalizzarsi, ancor di più, sulle produzioni incentrate sul racconto delle svariate tragedie umane che ci circondano in questo delicato momento storico. Dopo la conclusione della seconda e ultima serata, presentata dal professor Luca Monti e dalla giornalista Beatrice Frangione, sono stati assegnati i consueti tre premi, consistenti in delle creazioni artistiche artigianali realizzate da Carlo Lombardo.
Si aggiudica il premio della giuria - quest’anno allargata: oltre ai membri storici dell’associazione “Tantasâ”, hanno concorso alla valutazione anche diversi appassionati del panorama culturale milanese - “52 is a machine” di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes; invece, la menzione della direzione artistica è andata a “Eh” di Simone Coppo. Poi il premio del pubblico, che è stato assegnato a “Fede” di Make A Film Accademy; due anni fa, i ragazzi della scuola avevano già ricevuto una menzione con “A Fomo Tale”, in virtù delle loro capacità di affresco psicologico. Infine, è stata assegnata un’ulteriore menzione speciale del coordinamento artistico a “H·EART·H” di Madhav Davide Valmiky, già fra i vincitori dell’ultima edizione del premio internazionale “Libera Connessione” - di Monferrato Danz’Arte - nella categoria “Amatori-Studenti”.
“52 is a machine” è la storia di Vincent, un’ormai clochard che si guadagna da vivere pulendo i marciapiedi di Grottarossa, quartiere residenziale di Roma. La sua esistenza è segnata in modo indelebile dal trauma della prima guerra civile liberiana, uno dei conflitti contemporanei più brutali, anche se è scivolato troppo presto nell’oblio. Durante il corto le scene di vita quotidiana sono spesso interrotte da flashback crudi e ferini della sua terribile esperienza.
Il punto forte della produzione è sicuramente la fotografia, curata da Sassoli stesso.
Invece, “Eh” racconta il vissuto di Vittorio, novantaquattrenne, che all’inizio del corto si reca al cimitero di un paese deserto per deporre un fiore bianco sulla tomba della moglie defunta. È proprio il fiore a fungere da medium: Vittorio viene riportato in un frangente della sua gioventù, nella sera in cui incontrò quella ragazza raggiante. Per un’ultima volta abbraccia l’amore e la vita.
Infine, “Fede”, short film che parla del dramma di un’adolescente che, dopo aver sviluppato un’ossessione per una sua coetanea (Fede), vive una sorta di dissociazione identitaria.
Quest’ultima viene documentata nei suoi quotidiani dettagli, attraverso le storie delle due giovani, mischiando realtà e finzione: l’allucinazione viene palesata solo negli ultimi frame.
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