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Rifiuti: è sempre più complicato. Chiusa ai non casalesi l’area di via Grandi, niente gomme e inerti

Rivoluzione nel centro raccolta rifiuti di via Grandi, a Casale, dove dal 1° settembre viene applicata rigorosamente quanto stabilito dal decreto ministeriale 8 aprile 2008 (a integrazione della normativa dell’aprile 2006). E dove per vigilare sulla regolarità delle operazioni è stato presente nei primi giorni un agente della Polizia Municipale. Una situazione che sta creando non pochi malumori ma anche qualche difficoltà oggettiva, visto che la prassi consolidata ormai da anni per il conferimento dei rifiuti viene radicalmente modificata. In via Grandi infatti l’accesso era libero e del centro raccolta, teoricamente riservato solo ai cittadini casalesi del concentrico (visto che per le frazioni c’erano altri punti di conferimento) si servivano casalesi ma anche cittadini dei Comuni del territoriosenza alcuna regolamentazione, evidenzia l’assessore all’Ambiente del Comune di Casale Riccardo Revello e il costo di gestione della piattaforma veniva però solo sulla tarsu di Casale. Un comportamento virtuoso dei cittadini, insomma, che si scontra con una questione puramente burocratica, da risolvere ma che non dovrebbe costituire un impedimento per coloro che si preoccupano di smaltire correttamente i rifiuti. La legge - evidenzia Revello - obbliga però alla registrazione in ingresso e uscita di tutte le tipologie dei rifiuti. E di fatto dal 1° settembre sono scattate le limitazioni per chi non è residente a Casale. In realtà si tratta solo di definire delle procedure adeguate tra i Comuni attivando le convenzioni (una quindicina lo ha già fatto) che consentono di distribuire i costi in base a chi conferisce i costi di smaltimento. Nei Comuni del Comprensorio dovrebbero tra l’altro essere chiuse - da gennaio del 2009 - tutte le aree di raccolta degli ingombranti. Cambiati anche gli orari: il centro è aperto dal lunedì al sabato dalle 13,15 alle 18,45. Ma non è l’unico problema. La gestione ammette infatti Revello è piuttosto complessa perché tutti i rifiuti devono prima suddivisi, poi pesati per tipologia. E i tempi per la pesatura sono piuttosto lunghi e si creano pertanto code. «Per ora siamo in una fase sperimentale, ma - dice Revello - occorrerà probabilmente potenziare l’area pesatura e soprattutto stipulare con i comuni del comprensorio le convenzioni, per evitare che molti cittadini si trovino in difficoltà». Un problema del resto esiste già in quanto nei Comuni limitrofi in molti casi alcune tipologie di rifiuto non possono essere accolte (come i frigoriferi, considerati materiali pericolosi) e se non esiste la convenzione con il centro raccolta di Casale dal 1° settembre è difificle smaltire regolarmente tali materiali. E qui sta il problema di fondo perché se il servizio non è ben organizzato si rischia di incoraggiare lo smaltimento abusivo. Secondo Massimo De Bernardi, del comitato «Sì differenziare, no porta a porta» sono parecchie le cose che non funzionano. A partire dal fatto che non si accettano pneumatici e inerti. «Chi fa un lavoretto di muratura in casa dove porta il materiale?». Tra l’altro in via Grandi non danno alcuna indicazione sulle modalità di corretto smaltimento di ciò che non viene accettato “e il rischio è che finisca nei fossi e lungo le rive...». E anche gli indifferenziati «non possono esser conferiti. Se il cassonetto del condominio è pieno che cosa si deve fare? E poi la pesatura comporta che siano prima scaricati tutti i sacchetti e poi ricaricati in auto per il conferimento nei container. E che sappia io tutto ciò avviene solo a Casale, nelle città normali il conferimento di rifiuti differenziati dà persino diritto a bonus sul pagamento della tariffa in quanto così facendo si sgrava l’amministrazione di una parte di lavoro». Infine - dice De Bernardi - anche la consegna dei cassonetti a Oltreponte continua a essere motivo di di contestazioni e discussioni perché «i sopralluoghi non vengono effettuati prima della consegna e questo comporta parecchie complicazioni visto che spesso secondo gli operatori di Cosmo c’è lo spazio e secondo i condomini no e si finisce per lasciarli in strada dove però contenitori dotati di chiave...».

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Barbara Marini

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