Articolo »
L'intervento del parlamentare
Federico Fornaro: «Non abbassare la guardia soprattutto in Piemonte e Liguria»
«Una differente evoluzione dell’epidemia Covid 19»
«L’elaborazione dei dati dell’ultimo mese forniti dalla Protezione Civile fotografano una differente evoluzione dell’epidemia Covid 19 nelle principali regioni del Nord Italia. Bisogna innanzitutto ricordare che in sole 5 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria) che rappresentano il 42% della popolazione, infatti, si registrano alla data del 1 maggio 2020 il 75,8% dei casi totali Covid 19, mentre al 1 di aprile 2020 l’incidenza sul totale Italia era lievemente inferiore (74,7%)».
Sono le parole di Federico Fornaro, parlamentare, capogruppo di LeU alla Camera: «Nell’arco dell’ultimo mese, però, Lombardia ed Emilia decrescono nel loro peso sul totale Italia, rispettivamente dal 40,5% al 37,0% e dal 13,4% al 12,4%. Il Veneto rimane stabile all’8,7%. In netta crescita, invece, il Piemonte che passa dall’8,9% al 13,8%, seguita dalla Liguria (dal 3,3% al 3,9%)».
«Se invece prendiamo l’aumento giornaliero dei casi di Covid 19 la fotografia è questa: nelle cinque regioni, il 1 maggio, si registra l’82,0% del totale Italia (1.965). Un mese fa, 1 aprile, i casi erano molti di più (4.782) e l’incidenza delle cinque regioni era del 72,9%, quasi dieci punti percentuali in meno. Alla data del primo maggio, la crescita giornaliera è stata pari in Lombardia al 37,5% del totale Italia (era il 32,7% il 1 aprile), in Piemonte al 20,1% (10,3%), in Emilia al 10,6% (14,9%), in Veneto al 7,0% (9,8%) e in Liguria al 6,8% (5,1%)».
Tra Piemonte e Liguria, quindi, «si registrano il 26,9% dei nuovi casi Covid 19 in Italia, quando in queste regioni gli abitanti sono solo il 9,8% del totale. Un mese fa, invece, nelle due regioni vi erano il 15,1% dei nuovi casi giornalieri. In valore assoluto i nuovi casi giornalieri passano in un mese in Piemonte da 494 a 395 e in Liguria da 244 a 133, mentre in Italia da 4.782 a 1.965».
«Questi dati confermano che in Piemonte e Liguria, pur all’interno di una tendenza nazionale alla diminuzione del fenomeno, la situazione dei nuovi casi Covid 19 è ancora da monitorare seriamente. La pressione sugli ospedali è scesa significativamente (in Piemonte i pazienti in terapia intensiva sono 181 rispetto ai 359 di un mese fa e in Liguria 68 contro 181), ma guai a far scendere l’asticella dell’attenzione. Se non vogliamo avere brutte sorprese alla riapertura, bisogna concentrare l’attenzione sui cosiddetti “focolai domestici” con tamponi e isolamenti domiciliari. Dal territorio arrivano invece segnalazioni di disfunzioni organizzativi e ritardi nei tamponi che ogni giorno che passa diventano francamente incomprensibili e soprattutto inaccettabili pensando alle conseguenze per i pazienti e il sistema nel suo complesso».






