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VIDEO Carlin Petrini rinnega la «cultura dello scarto»

Non è andata delusa l’attesa della città per l’incontro che si è tenuto mercoledì 30 all’auditorium San Filippo con Carlin Petrini, una delle 50 persone - secondo l’autorevole quotidiano britannico “The Guardian” - che possono salvare il mondo, come ha ricordato in apertura Riccardo Calvo, responsabile del Servizio Diocesano per la Pastorale della Cultura che ha organizzato il programma annuale di “Cantiere Speranza”. Il presidente e fondatore di Slow Food ha esordito ricordando l’inaspettata telefonata di papa Francesco, dopo l’invio di una lettera con un libro e un articolo sui migranti piemontesi in terra d’Argentina, tra cui i suoi genitori miracolosamente salvi avendo rinviato la partenza sul bastimento “Principessa Mafalda”, che nel 1927 si inabissò vicino alle coste brasiliane. È nato un lungo e diretto dialogo telefonico con battute in piemontese, che il papa aveva imparato dalla nonna, dedicato soprattutto a Terra Madre, la rete che unisce le persone umili che difendono l’ambiente, alla necessità di una economia agricola di sussistenza, che la nonna di papa Francesco semplificava dicendo che quando si muore nel sudario non ci sono tasche per il denaro. Poi una lettera di ringraziamento e l’impensabile richiesta di don Sciortino, di scrivere in 24 ore la guida alla lettura dell’Enciclica “Laudato sì”. Un documento già annunciato nel viaggio nelle Filippine, ma forse già nella mente del papa nel giorno della scelta del nome Francesco. Una lettera papale di portata storica, di cui l’umanità aveva bisogno, essendo ormai giunta al punto di non ritorno. Dell’Enciclica sulla cura della casa comune Carlin Petrini ha sottolineato la strepitosa capacità divulgativa e la gioia che traspare dalle parole di Francesco, piene di speranza anche quando denuncia i peggiori disastri. Tra i punti salienti la denuncia del disastro ambientale e la cultura dello scarto, l’ecologia integrale e la certezza che solo il metodo della trasformazione degli stili di vita potrà salvare il pianeta. Nel corso della serata i giovani del Collettivo Teatrale hanno letto il suggestivo incipit del documento papale e la bellissima ed epocale “Preghiera per la nostra terra”. Il vescovo mons. Alceste Catella ha ribadito l’importanza dell’incontro di divulgazione, nel senso alto del termine, e ha sottolineato la grande valenza educativa del testo parafrasando la celebre espressione di San Gregorio Magno secondo cui se “la scrittura cresce con chi la legge”, anche chi la legge cresce con essa.

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Barbara Marini

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