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Cade in una vasca di 8 metri e si frattura vertebra e piedi

Drammatica avventura in terra ligure per Ginetto Pessina, vicesindaco di Terruggia ed esperto alpinista. Pessina, durante una passeggiata in una zona boschiva dell’entroterra di Varazze, è precipitato giorni fa accidentalmente in una vasca di scolo dell’acqua priva di recinzione e non segnalata da nessun cartello: un salto pauroso di otto metri nel buio che ha prodotto allo sfortunato monferrino lo ‘scoppio’ delle ossa dei piedi e di una vertebra. Ginetto, senza perdere la calma, ha gridato chiedendo aiuto; le sue urla hanno richiamato l’attenzione di alcuni cani della zona che si sono messi ad abbaiare. È così intervenuto il padrone che ha dato l’allarme. Sono giunti i vigili del fuoco e i mezzi di soccorso che hanno riportato in superficie Pessina che è stato trasferito prima al nosocomio di Savona per essere sottoposto alla Tac e poi, vista la gravità dell’infortunio, all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, struttura specializzata in politraumi, dov’è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico durato complessivamente una decina di ore. Poi il trasferimento a Casale, al Santo Spirito, dov’è rimasto una settimana. Adesso l’assessore è a casa, nella sua abitazione di Terruggia: dovrà restare coricato per 35 giorni, poi le sue condizioni di salute dovranno essere ulteriormente controllate. «La sfortuna ha nuovamente perseguitato Ginetto - dice la moglie Fernanda la quale ha spiegato che mentre il marito precipitava nella vasca incustodita, priva di canalette con lo spigolo, lei si trovava in macchina, ad attenderlo - e questo non ci voleva dopo l’infortunio precedente. Per fortuna siamo qui a raccontarlo...». Pessina, nell’ottobre scorso, mentre stava scendendo dal Mera Peak, una vetta di 6500 metri della catena himalayana con vista sull’Everest durante una spedizione nepalese, dove soffiava un vento glaciale fortissimo, si accorse che non riusciva più ad agganciare un moschettone. Tolto il guanto della mano destra notò che tre dita si erano annerite e non riusciva più a muoverle. Per quel congelamento ad alta quota, Pessina ha dovuto subire qualche mese dopo l’amputazione dell’arto.