«Fruscio di Ragazze» con il Teatro degli Acerbi sabato a Moransengo per «Teatri di Confine»
di Massimiliano Francia
Lo scenario vasto e insieme raccolto, maestoso e al tempo stesso intimo delle colline, ha fatto da sfondo sabato sera all’imbrunire a Moransengo a «Fruscio di ragazze», lo spettacolo del «Teatro degli Acerbi» che ha portato in scena i versi di Spoon River, l’immortale raccolta di poesie in cui Edgar Lee Masters ha ripercorso i destini di una comunità attraverso le loro storie che si intrecciano in 244 poesie riproponendo le vicende - spesso vere e riconoscibili - degli abitanti dei paesini di Lewistown e Petersburg, nell’Illinois.
Fabrizio De André rimase colpito dall’emblematicità di quelle liriche, storie ridotte all’essenza attraverso il rigore della metrica che - spietatamente - mettono a nudo piccoli vizi, profonde miserie, feroci pregiudizi, grandi avventure e sventure del genere umano. Quasi a dire che gli uomini nascono e muoiono e rinascono; rimuoiono e ancora nascono portando con sé questo patrimonio di luce e di fango, di grandi animi e di delicati e fragili sentimenti, di volgare arrivismo o insondabile vendicatività, un patrimonio che è in fondo l’umanità stessa, l’uomo, che incarna l’eterna lotta tra il bene e il male.
«Fruscio di ragazze» porta in scena in modo libero e coinvolgente i versi di Lee Masters e le canzoni del grande De André, in uno spettacolo che serve a entrare ancora più nell’«officina» del poeta e del cantautore e ad apprezzare - in modo anche giocoso - il messaggio profondo dei due grandi artisti.
Attento e partecipe il fedele e numeroso pubblico dei «Teatri di confine», rassegna itinerante giunta alla 14ª edizione e che proseguirà fino al 18 settembre, trasformando piazze e centri storici in teatri a cielo aperto in una quarantina di comuni, con oltre sessanta spettacoli.
Prossimo appuntamento (in zona) domenica prossima 15 luglio a Crescentino.
L’appuntamento è alle 18 nel centro storico, dove gli interpreti del «Faber Teater» metteranno in scena lo spettacolo intitolato «Emigranti».