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Verso una mobilitazione?

Stabilizzazione del personale in Sanità: parti ancora lontane

Sindacati insoddisfatti dell'incontro in Regione

«Abbiamo incontrato i vertici regionali in merito alla stabilizzazione del personale a tempo determinato del SSR. Con grande rammarico abbiamo dovuto constatare che il presidente della Regione ha avanzato una proposta che riteniamo ancora largamente insufficiente».

Intervengono così FP CGIL PIEMONTE (Massimo Esposto), CISL FP PIEMONTE  (Alessandro Bertaina), UIL FPL PIEMONTE  (Roberto Scassa), NURSING UP PIEMONTE (Claudio Delli Carri), FIALS PIEMONTE  (Daniele Baldinu) che spiegano: «Non solo non convincono i numeri del personale avente i requisiti per la stabilizzazione rappresentatici dall’Assessorato che risultano essere massivamente inferiori rispetto a quelli dichiarati nell’ultimo incontro. Ma è il dato politico che ci preoccupa di più; da parte del Presidente, infatti, si è palesata una sostanziale chiusura alla nostra richiesta di investire economicamente da parte della Regione sul capitolo del personale mediante l’aumento dei tetti di spesa delle AA.SS.RR».
 
«Siamo pronti a sottoscrivere l’accordo per garantire la stabilizzazione dei precari, ma crediamo non accettabile che queste avvengano esclusivamente a scapito del turn over. Ci aspettiamo pertanto che al prossimo incontro la Regione si presenti con una posizione più vicina alle nostre richieste».
 
Concludono i sindacati: «Ribadiamo che il rilancio del SSR non può che passare attraverso un adeguato aumento delle dotazioni organiche che scongiuri il collasso del sistema e la continua richiesta alle lavoratrici e lavoratori di sostenere gravosi carichi di lavoro. È necessario quindi che la Regione capisca che la programmazione sanitaria passa principalmente dall’investimento sul personale».
 

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