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Cicengo, l’ultimo saluto a Francesca Bianco l’ostetrica del Santo Spirito

«Ha fatto nascere migliaia di bambini l’ostetrica Francesca Bianco di Cicengo, rappresentando sia per l’ospedale di Casale sia per il territorio, una vera e propria istituzione». Con queste parole don Gioachino Bacino ha aperto l’omelia in occasione delle esequie di Francesca Bianco, 91 anni, svoltesi sabato scorso nella frazione di Odalengo Grande. Originaria di Cicengo, classe 1920, figlia di agricoltori, come le sue tre sorelle aveva intrapreso gli studi (due di loro erano maestre) e aveva dedicato tutta la vita al lavoro, con la disponibilità e l’impegno più squisiti. Terminati gli studi, aveva praticato la professione di ostetrica prima a Torino, poi a Serralunga di Crea, dove era rimasta per sette anni ed infine all’ospedale di Casale dove era diventata ostetrica capo ed aveva a disposizione un alloggio. Nel 1980 poi, con l’arrivo del pensionamento, era tornata nella sua casa di Cicegno, dove viveva in compagnia di una badante. Il decesso è avvenuto giovedì della scorsa settimana a Rapallo mentre era in vacanza. Qualche giorno prima di morire la donna aveva raccontato di aver avuto una visione nella notte. Era Giuseppina, sua sorella, che la «chiamava» per l’ultimo viaggio e le diceva «vieni su con noi». Le sue sorelle, Rosa, Giuseppina e Albertina erano decedute prima di lei: Rosa all’età di 20 anni, subito dopo la guerra e l’ultima, circa 5 anni fa. Erano conosciute come “le sorelle Bianco”: viaggiavano sempre insieme e la gente le chiamava così, con un senso di considerazione e rispetto. Dopo la morte delle sorelle, Francesca era solita dire metaforicamente: «Spetta a me il compito di chiudere la casa». La gente la ricorda come una donna dal carattere dolce e con il volto sempre sorridente. Il parroco la ricorda altresì come una donna molto devota e sul racconto della visione commenta: «Nei casi di grande fede le apparizioni dei parenti che chiamano i congiunti non sono insolite». Sono giunti in molti a Cicengo per rivolgerle l’ultimo saluto prima che la sua salma venisse tumulata nella tomba di famiglia.

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Federico Nardi

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