La Ciclomondina alla scoperta della piana risicola di Casale, Morano e Balzola
Domenica 18 maggio un gruppo di amici della bicicletta ha partecipato alla gita ciclistica organizzata dalla FIAB Monferrato AmiBici denominata “La Ciclomondina” percorrendo da Casale le strade bianche che costeggiano il fiume Po fino a Morano Po, poi alla Grangia di Pobietto.
La pedalata aveva l’obiettivo di ricordare il grande lavoro delle mondine, o mondariso, che con la loro bicicletta tutte le mattine si recavano in risaia per poi, stanche morte la sera, ritornare a casa dopo il tramonto.
Storie di sacrifici, di sudore, storie di conquiste sociali e di lontane sane tradizioni rurali, questo ha assaporato il gruppo di ciclisti domenica scorsa, gruppo con una buona partecipazione di pedalatori anche di Milano, Pavia, Novara e Alessandria.
Donne meravigliose le Mondine, oggi nonne a raccontare il loro duro passato, Donne che hanno fatto grande la nostra agricoltura e il nostro territorio.
Alla partenza, sull’argine Morano una nonna mondina raccontava la sua dura vita in risaia, a soli tredici anni, tutto il giorno a piedi nudi nell’acqua tra insetti, bisce e animali acquatici e alla sera in bici altri 15 chilometri per tornare a casa per preparare la cena ai fratelli più piccolini. È proprio lei, Dina, a dare il via alla pedalata, vistosamente commossa dopo l’omaggio floreale di una giovane ciclista.
Seguendo parte del tracciato della Ciclovia nazionale del Po “ Ven.To” (che ha l’obiettivo di promuovere il turismo su due ruote, da Torino a Venezia) il gruppo ha attraversato la Riserva naturale Ghiaia Grande e su stradine sterrate di risaia, quelle stesse percorse dalle Mondine del posto fino alla fine degli anni ‘50, è arrivato alla Grangia di Pobietto.
Ad attenderli un acrobatico Drone con telecamera che sorvolava sulla loro testa, e a guidare questo “grande moscerino”, così come definito dai ciclisti incantati, il team di Tele Morano Po.
Accoglienza straordinaria a Pobietto, da parte del sindaco di Morano Mauro Rossino, dalla vice sindaco Paola Luparia e dall’assessore Daniele Sanzone che hanno accompagnato due distinte signore, due mondine che hanno duramente lavorato in risaia: Silvana Lodo e Rosanna Menegatti.
Dopo una bella lettura sulla vita delle Mondine dello storico dottor Vanni di Morano, In un clima di altri tempi, partì un coro di canzoni dell’epoca, canzoni che hanno acceso la gioia delle due ex Mondine, lo si vedeva dal luccichio dei loro occhi entusiasti.
“Le Trapulin” erano definite in dialetto le mondine di Morano Po, lo “stranome” dei mmoranesi, come ricordava il giornalista Aldo Timossi nel volume “Tra il Po e il Lino”, tra il fiume Po e il fiume sotterraneo Lino a nord dell’abitato. Da qui il termine che in dialetto diventa “Tra-Pu-Lin”.
Dopo uno sputino campagnolo, preparato e offerto dall’Associazione Berlinguer di Due Sture, coordinato da Doriano Finatti, il gruppo ha visitato la parte storica di Pobietto accompagnati dalla brava guida del Parco del Po e dell’Orba per poi finire la sosta nella Grangia al “Museo delle Terre d’Acqua” realizzato e gestito dalla famiglia Canepa. Edoardo, insieme alla moglie, hanno presentato la collezione di vecchi attrezzi e oggetti per la coltura del riso dentro i locali, dove un tempo, era dormitorio delle mondine; residenza, nei mesi di monda al riso, di molte Donne residenti troppo lontano.
A sole alto, nel classico “sol leone di mezzodì” la carovana è ripartita verso altre strade bianche tornando a Morano Po per poi raggiungere Due Sture, Torrione e Balzola, dove, in una bella Grangia cistercense “Cascina Nuova”, i cuochi della Pro Loco locale, “Rimbalzolando”, cucinavano, per stare in tema una meravigliosa Panissa.
In un clima di grande accoglienza e di grande allegria si è onorato la cucina, e come tradizione monferrina vuole “Surbìa” finale, riso affogato nel vino rosso (un vecchio detto casalese dice, tradotto in italiano: “ Il riso nasce nell’acqua e muore nel vino”). Il ritorno per i ciclisti della carovana è stato duro, soprattutto per il lauto pasto consumato, ma tutti felici di aver trascorso una giornata nella semplicità e nelle tradizioni vere del Monferrato casalese.
«Questo per noi di FIAB Monferrato AmiBici Onlus, con le poche risorse che abbiamo, è promuovere concretamente il turismo, un turismo sostenibile e attento alle cose genuine e ai piaceri enogastronomici locali, oltre che alla ricchezza naturalistica di cui il nostro territorio ne è ricco!».