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  • 06 settembre 2026
  • Portacomaro

Verso Miss Italia

La voce da miss di Alice: «La mia esperienza a sostegno delle donne». E parla anche di Papa Francesco

Alice Nosenzo, 21 anni, da Portacomaro

La proclamazione. Durante la serata dello scorso luglio: Alice Nosenzo diventa Miss Eleganza

“Miss, mia cara miss” è il celebre verso di un brano cantato da Totò. Alice Nosenzo ha 21 anni ed è di Portacomaro. Studia Psicologia e lavora come barista e DJ. La danza, che pratica dall’età di tre anni, è una delle sue più grandi passioni, insieme alla musica e al mondo della moda. Ha deciso di iscriversi a Miss Italia dopo aver attraversato un periodo difficile della sua vita, che le ha insegnato molto e le ha permesso di ritrovare se stessa e la propria forza. 

Oggi sente il desiderio di trasformare questa esperienza in qualcosa di positivo, raccontandosi e, se possibile, dando coraggio e supporto ad altre donne che si trovano ad affrontare momenti complicati. Per lei Miss Italia è quindi il primo passo della sua rinascita. Intanto lo scorso luglio ha conquistato la corona di Miss Eleganza Piemonte e Valle d’Aosta.

Miss Eleganza. Cosa significa per lei questa parola?
Era il titolo che ho sempre desiderato: l’eleganza mi ha accompagnato da sempre, da quando facevo danza classica... L’eleganza risulta uno dei fattori fondamentali dell’arte coreutica. Quella fascia mi ha ricordato un’altra parte di me oltre alla moda.

Quando ha iniziato a calcare le passerelle?
Da molto piccola, a 6 anni chiesi ai miei genitori di iniziare la carriera da modella. Mi portarono a Milano e tutte le settimane facevo casting e pubblicità per bambini. Da grande sono sempre rimasta nel mondo degli shooting, ma questa volta nei concorsi di bellezza dai 14 anni fino a oggi, quando Miss Italia credo sia l’apice di questo percorso.

A che punto del concorso siamo arrivati?
Sono arrivata alle pre-finali nazionali, sono partita ieri per Roma, ma su 200 ragazze ne sceglieranno solo venti. Se supererò i casting accedo alla fase finale dell’8 settembre.

Vorrei la pace nel mondo. Tutti ne avremmo bisogno, lo sappiamo. Ma ci dica che questo stereotipo delle miss è ormai un lontano ricordo...
Una volta lo stereotipo delle miss un po’ teste vuote era presente, oggi spero sia scomparso. Vengono valorizzate le esperienze di vita che hanno le ragazze in concorso e le rispettive personalità. Non viene messa in gioco l’idea della perfezione come qualche anno fa.  

Quanto Monferrato c’è nella sua carriera?
Sono stata molto contenta di aver fatto un video che promuove Portacomaro, anche se in realtà sono nata a Grazzano Badoglio, quindi sempre Monferrato. A un anno mi trasferii a Portacomaro, dove ho sempre vissuto da vicino la Comunità. Sono felice di aver parlato del mio Paese e di tutto quello che lo circonda. Mi sono soffermata anche sulle radici di Papa Francesco, argomento per cui non tutti possono vantarsi...

Siamo nei giorni del Palio di Asti e lei è stata damigella per Castell’Alfero. Come si vivono queste intense giornate?
Amo molto la parte delle sfilate al Palio, sono sempre stata appassionata ai vestiti d’epoca. Mi sono sempre immedesimata in quei secoli, vestendo capi medievali e ritornando così indietro nel tempo per qualche ora.

Riti scaramantici prima della passerella?
Sono un po’ ritualista, devo fare sempre le stesse cose: quando mi trucco devo ripetere sempre gli stessi passaggi, altrimenti credo che qualcosa possa andare storto. E poi se si può dire, il “classico” merda, merda, merda, che prima di salire sul palco si deve sempre fare!

Sogni nel cassetto?
Ho raggiunto Miss Italia a 21 anni, ma adesso frequento la facoltà di Psicologia, mi piacerebbe entrare nel mondo dello spettacolo...per riuscire a parlare alle persone, mettendo in relazione quello che sto studiando e il mio sogno, per aiutare e sostenere le donne nella nostra società, sempre più vittime di violenza e stalking. 


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