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  • 23 gennaio 2026
  • San Salvatore Monferrato

A San Salvatore Monferrato

La "Torre Paleologa" al centro di un nuovo progetto di restauro e valorizzazione finanziato da "I Luoghi del Cuore - Fai"

Costruita nel Quattrocento come struttura di avvistamento e rappresentanza

Torre Paleologa, San Salvatore Monferrato - foto Giorgio Blanco (c) FAI

L’Italia più fragile, quella delle aree interne e delle periferie, è la protagonista dei nuovi interventi de “I Luoghi del Cuore”.

Venti progetti in undici regioni, da Nord a Sud, selezionati attraverso il bando legato alla XII edizione del censimento, riceveranno un contributo economico dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo: 700mila euro in totale, la cifra più alta mai stanziata a sostegno del programma, che andranno a beneficio di luoghi poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civiltà, l’identità italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario.

Di questi, 520.000 euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50.000 euro. Una dotazione che consente di rispondere in modo più significativo alle esigenze dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo de “I Luoghi del Cuore”.

I restanti 180.000 euro sono riservati ai primi tre classificati al censimento, per progetti da concordare con il FAI: al primo posto, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato (AT) e a seguire la Fontana Antica di Gallipoli (LE) e la Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro (SP).

Tra i progetti sostenuti la Torre Paleologa domina le colline del paese di San Salvatore Monferrato, emergendo nel paesaggio del basso Monferrato. Costruita nel Quattrocento come struttura di avvistamento e rappresentanza, la torre faceva parte di un articolato sistema difensivo e di comunicazione visiva che collegava tra loro numerosi presidi del territorio. Alta oltre 24 metri, realizzata in laterizio a vista e caratterizzata da murature possenti, è un esempio di architettura militare caratteristico del territorio, testimonianza storica del dominio dei Paleologi, famiglia di origine bizantina che governò il Marchesato del Monferrato tra XIII e XVI secolo.

Accanto alla torre sorge la cosiddetta “torretta”, una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche, elemento essenziale per l’autosufficienza del complesso. Originariamente la cisterna era interrata e la torre aveva un aspetto più basso e massiccio rispetto a quello attuale. Il grande buco su uno dei lati corrisponde all’antico varco di ingresso alla struttura, oggi a circa sette metri di altezza sul lato rivolto verso Alessandria. Nel 1859, durante il Risorgimento italiano, la torre tornò a svolgere una funzione strategica come osservatorio e sede di un telegrafo ottico utilizzato dallo Stato Maggiore sabaudo; dalla sua sommità Vittorio Emanuele II osservò le manovre delle truppe austriache all’inizio della Seconda Guerra d’Indipendenza. 

Nel corso dei secoli il monumento ha subito danni e trasformazioni, ma ha mantenuto intatta la sua forza simbolica, oltre a connotare l’identità paesaggistica di San Salvatore. Al dodicesimo censimento “I Luoghi del Cuore” è stata votata da 20.547 persone arrivando al 16° posto a livello nazionale, a testimonianza del profondo legame che unisce il bene alla popolazione. Il Comune ha promosso un programma di restauro e rifunzionalizzazione del complesso monumentale, con l’obiettivo di conservare l’identità storica del bene, restituendolo al tempo stesso alla collettività come luogo vivo, accessibile e capace di generare valore. Il restauro vuole infatti rendere la torre uno spazio culturale, in parte museo e in parte destinata ad accogliere piccole esposizioni, eventi culturali e attività legate alla conoscenza del territorio.

Con un progetto pluriennale articolato in più lotti, torre e cisterna saranno restaurati e valorizzati attraverso un sistema di illuminazione a led e l’inserimento di pannelli e leggii didattici nel parco circostante, ampiamente fruito dalla popolazione, per creare un percorso di avvicinamento consapevole al complesso monumentale e accompagnare il visitatore nella scoperta della storia della torre, del sistema difensivo medievale e del paesaggio; infine, con un lotto in avvio di progettazione, saranno realizzate le sistemazioni interne: la torre sarà attrezzata con una scala, per renderla visitabile in tutta la sua altezza, mentre la cisterna diventerà l’ambiente di ingresso. Il completamento degli interventi con l’apertura al pubblico è previsto nel 2028; nel 2026 verrà avviato il cantiere che riguarda il restauro esterno e l’illuminazione, che riceve un contributo di 45.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.


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