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  • 28 ottobre 2026
  • Casale Monferrato

Comunità Ebraica

"Sotto lo stesso Cielo" riempie Sala Carmi

Armando Morello nel libro di Silvana Mossano

Domenica pomeriggio. La presentazione letteraria

Nel Complesso Ebraico di Casale Monferrato la Sala Carmi si affollata in ogni posto disponibile domenica 25 ottobre per l’incontro di presentazione del volume di Silvana Mossano “Sotto lo stesso Cielo”. Merito dell’affetto che la città ha verso i protagonisti al tavolo dei relatori, ma anche di chi ha visto questo pomeriggio come l’omaggio a casalese molto amato: il dott. Armando Morello.  In tanti si commuovono ascoltando la sua voce che apre la presentazione - un contributo audio recuperato da Fabrizio Meni - perché in tanti sono venuti qui dicendo “era il mio medico”. In realtà Morello era molto più: la sua competenza e disponibilità lo trasformavano presto i un amico. 

E’ il nipote Davide a ricordare la vicenda trascritta da Silvana Mossano: “La famiglia di mio nonno era una normale famiglia ebrea, inserita senza problemi nella società casalese. Armando si convertì al cattolicesimo e riuscì in qualche modo a continuare la sua attività di medico, anche se per le leggi razziste non faceva molta differenza. Dopo l’8 settembre 1943, però, la deportazione era imminente. Fu un maresciallo dei carabinieri ad avvertirli. Ebbero poco tempo per decidere e si rifugiarono a Muriaglio Canavese, dove viveva il fratello di mia nonna. Insieme a mio nonno e sua moglie c’erano i suoi tre figli, i genitori e suo fratello Sergio. Prima vennero ospitati in una cascina, poi accolti dal parroco don Stefano Cossavella che nascose l’intera famiglia nella canonica”.  

Davide comincia a interessarsi della vicenda nel gennaio del 2020, va Muriaglio, lascia un biglietto da visita in un ristorante. Quel biglietto, in un incredibile gioco di coincidenze, finisce nelle mani di Rachele Bernardi Gra, ricercatrice che aveva cominciato a interessarsi alle famiglie ebree sfollate nel canavese. Insieme rimettono insieme i pezzi, trovano i testimoni, scoprono l’attività clandestina di Morello come medico in paese, e la rete che porta gli abitanti a proteggere la famiglia, pur sotto la minaccia. Con l’aiuto della Comunità Ebraica di Casale i due presenteranno allo Yad Vashem la pratica che permetterà di proclamare Don Cossavella a “Giusto tra le Nazioni”. 

Silvana Mossana racconta delle altre coincidenze che l’hanno portata al libro.  “Presentavo il romanzo di Fabrizio Meni, “Un, due, tre stella”, e in uno riconobbi ‘il mio’ dottor Morello, uno di famiglia, che ha accompagnato me e i miei in momenti difficili e dolorosi con un’umanità immensa. Era una storia bella da raccontare. Avevo tanto materiale. Ma io faccio la cronista, devo andare sul campo e a Muriaglio immaginai il dottor Morello che, la notte, passava per quei boschi e andava a curare quelle persone. A quel punto dovevo solo aprire un foglio e scrivere” 

“Il questi giorni abbiamo bisogno di storie che finiscono bene” ricorda il regista Massimo Biglia - chiamato a moderare l’incontro, aperto proprio dalla Vicepresidente della Comunità Adriana Ottolenghi, anche lei sopravvissuta a quegli anni perché qualcuno scelse di ribellarsi a una legge ingiusta.  Ma c’è una nota drammatica in questa vicenda: Sergio Morello non tornò a Casale, aderì alle formazioni partigiane e venne ucciso dai nazisti il 1 maggio del ‘45, mentre parlamentava la resa di un plotone tedesco. Oggi è sepolto nel sacrario partigiano di Casale. 

“Ho intitolato il libro ‘Sotto lo stesso cielo’ perché in fondo nasciamo tutti da un atto d’amore – conclude Silvana Mossano – nel nostro cuore sappiamo qual è la scelta giusta”. 


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Mirella Ruo

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