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  • 27 giugno 2020
  • Casale Monferrato

Maturità

Le impressioni di Andrea dal "limbo" che separa esame e voto

Liceale della 3B del Classico

«Dopo tre mesi di lockdown e Didattica a Distanza, salire le scale al secondo piano, per raggiungere l’aula dell’audizione, è stato come scalare l’Everest». Inizia così, con un tocco di ilarità, il racconto di Andrea Aceto della 3B Liceo Classico Balbo, sorpreso all’uscita da scuola, subito dopo la maturità.

Un giudizio a caldo sulla formula d’esame: sei deluso o soddisfatto? «Non è stata una delusione, ma chiaramente gli esami sono stati più semplici. I proff  ce li avevano ben descritti: sono stati esattamente come me li aspettavo. Tuttavia, ad essere stato più difficile, per noi maturandi 2020, è stato l’avvicinamento all’esame, con tre mesi di lezioni a distanza: davvero molto impegnativo». Avresti preferito le tre prove? «Sinceramente no. Anche perché quest’anno sarebbe dovuto uscire greco».

Arrivato “sull’Everest”, come ti sei sentito? «Partire dall’elaborato ha aiutato molto. Ho analizzato il tema della “Città Invisibile” vista come luogo caotico secondo la prospettiva dei poeti greco, Teocrito, e latino, Giovenale».

Il più temuto di questi esami è il presidente di Commissione, in quanto unico membro esterno. Ti ha rivolto qualche domanda? «Mi ha solamente chiesto una precisazione. Tutto è filato liscio». Che voto ti aspetti? «All’inizio dell’anno mi ero detto che dall’85 in su, tutto mi sarebbe andato bene. Agli esami sono stato ammesso con 59/60. Ora spero nel cento». Cosa significa il cento? «Soddisfazione personale. Per il resto, negli studi, come nella vita, l’importante è riuscire a cavarsela. In questo, la formazione classica è di grande aiuto; cambia il modo in cui ci si approccia allo studio e stimola la logica». Cosa farai ora? «Ho già dato il test di Ingegneria al Politecnico. Sono orientato verso quella Gestionale». Il tuo futuro? «Lo spero nel mio Paese: l’Italia mi piace molto». Cosa lasci al Balbo? «Sebbene ci siano stati anche momenti difficili, penso a latino e greco - sorride - Lascio un bel ricordo. Il Balbo è stata la scelta migliore, per le persone incontrate, per i proff e per i compagni di scuola». Da dove è arrivata la forza per superare i momenti difficili? «Dal gruppo classe». 


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