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  • 09 novembre 2021
  • Casale Monferrato

Monferrato Classic Festival

La pianista Naomi Tistarelli "incanta" il pubblico al Castello

Il prossimo concerto sarà con il pianista Daniele Fasani: in programma musiche di Schubert Liszt, Franck

“Giovane non vuol dire inesperto” spiega Sabrina Lanzi, riferita all'artista

Se c’è un argomento che è davvero imbarazzante da affrontare per la critica musicale è l’enorme disparità di genere tra i compositori. Non c’è giustificazione che tenga: la storia è piena centinaia straordinarie virtuose, molte delle quali hanno messo egregiamente le loro idee su un pentagramma, ma a cui è sempre stato negato l’accesso al lato sinistro del programma di sala. Nemmeno il Novecento è stato troppo tenero con Germaine Tailleferre e le sorelle Boulanger e non è che le classi di composizione dei conservatori oggi siano ricche di quote rosa. Per questo è stato ancora più bello vedere un ritorno molto femminile del Monferrato Classic Festival, domenica 7 novembre: due donne a presentarlo, l’assessore alla Cultura del Comune di Casale Gigliola Fracchia e la direttrice artistica Sabrina Lanzi, un’interprete giovane e brillante, la pianista Naomi Tistarelli, e soprattutto un programma dedicato almeno al 50% a una compositrice, Clara Wieck.

“Le tante visualizzazioni della stagione dello scorso anno fanno piacere - esordisce l’assessore Fracchia - ma essere tornati alla musica dal vivo è un'altra cosa”. Questa volta siamo nella cappella del Castello di Casale, cioè esattamente al “piano di sopra” della location che ha ospitato lo streaming nel 2020. Uno spazio che non è bastato a contenere tutto il pubblico che avrebbe desiderato assistere al concerto, ha un’acustica buona, ma luci un po’ troppo forti per creare la necessaria atmosfera. “Giovane non vuol dire inesperto” spiega invece Lanzi, introducendo l’artista e ricordandone il palmares. Artista chiamata tra l’altro ad anticipare di tre settimane la sua esibizione e che, nonostante questo, ha confezionato un programma di tutto rispetto, sia per l’esecuzione impeccabile, sia perché la scelta dei brani ci dà davvero la possibilità di introdurre un discorso molto attuale. Clara Wieck è stata sicuramente un’importante figura della musica dell’800, ma anche vittima di un’agiografia che l’ha trasformata nella vestale della musica del marito Robert Schumann.

La bellezza del programma di Tistarelli è quella di accostare due composizioni di Clara, dalle Schumann Soirées, a due opere in cui Schumann ha fatto suo il tema principale della moglie. Le due opere di Clara sono una Mazurka, il cui motivo attraversa i Davidsbündlertänze Op. 6 di Schumann (che è un monumentale omaggio a Clara) e il Notturno che diventa un passaggio della Novelletta Op. 21.  La giovane pianista passa da un autore all’altro senza soluzione di continuità e la cosa rende ancora più evidente la contiguità musicale che esisteva nella coppia, ma rende anche la differenza. Fughiamo ogni dubbio: Tistarelli si confronta con la difficile op 6 di Schumann in modo superbo, soprattutto nel colorire ogni danza in modo differente pur dando una struttura unitaria all’opera. Ma il fatto è che di tutto il concerto la parte più toccante è proprio il Notturno di Wieck, mentre l’accompagnamento messogli dal marito lo snatura completamente. Clara sta già navigando dalle parti di Liszt, Robert è ancora lì che vuole dimostrare di essere il nuovo Beethoven. E’ una provocazione (di questi tempi vanno di moda), ma se volete conoscere Clara cercate in rete il suo concerto per pianoforte in LA minore e cominciate a pensare cosa sarebbe successo se lei a 16 anni non si fosse innamorata di un artista immenso anche per la personalità. Alla fine, richiamata insistentemente dal pubblico, Naomi Tistarelli propone come bis la Gondoleta di Liszt, che ci evoca ancora Clara Wieck, visto che lei compose un lied dal titolo Gondoliera.

Il prossimo concerto del Monferrato Classic Festival sarà domenica 14 con il pianista Daniele Fasani in programma musiche di Schubert Liszt, Franck. 

Filmato di Luigi Angelino