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Venerdì 26 giugno
Esercitazione di Protezione Civile: sopralluogo dei vertici della Regione Piemonte
All'argine in zona Consolata e al Palafiere
Proseguono anche oggi, venerdì 26 giugno, le attività previste dall’esercitazione Exe Po 2026, promossa dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile in collaborazione con le Regioni del Po, AIPo e tutti i vari soggetti interessati al fine di testare procedure e modalità di intervento nel caso di una piena del Po particolarmente critica sull’intera asta fluviale, come quella che si verificò nel 2000.
Alle 14, visita del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dell’assessore regionale alla Protezione Civile, Gabusi, al Centro operativo avanzato di via Crova a Casale.
Subito dopo il sopralluogo sull’argine di sponda sinistra del Po, in zona Cascina Consolata, per verifica l’attività del volontariato di Protezione Civile con il montaggio delle barriere anti allagamento. Infine visita, al Palafiere, alla cucina da campo della colonna mobile del volontariato di Prottezione Civile.
Tornando all’esercitazione le attività vengono svolte sulla base della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 2013 “Indirizzi operativi per l’istituzione dell’Unità di comando e controllo del bacino del fiume Po ai fini del governo delle piene, nonché modifiche ed integrazioni alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e successive modificazioni”.
Nel corso dell’esercitazione viene perciò realizzato quanto previsto dalla Direttiva anche per quanto riguarda il coinvolgimento dei livelli istituzionali e politici e di quelli di carattere tecnico: in particolare, per eventi di piena significativi e che riguardano più regioni, la gestione dell’evento critico viene assunta dall’Unità di Comando e Controllo, tavolo politico istituzionale costituito dai presidenti delle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto o loro delegati, dal Ministro dell’Ambiente o da un suo delegato e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Capo del Dipartimento della protezione civile o suo delegato, che, sulla base delle informazioni fornite dai Centri regionali di coordinamento tecnico idraulico e con il supporto della Segreteria tecnica - costituita dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo) - e sulla base degli scenari in atto e previsti, assume decisioni sulle possibili azioni necessarie a fronteggiare, e, se possibile, ridurre gli effetti determinati dall’evento di piena, al fine di tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente.






