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FOTOGALLERY - La crociera di Fatima

Alle 12,30 di mercoledì sono arrivati a piazzale Pia di Casale provenienti da Savona i due pullman di crocieristi sulla Costa Mediterranea con scali in Francia, Spagna e Portogallo (e tour da Lisbona a Fatima). Organizzazione (perfetta) della Stat (leggi Simona Pia e Samantha Badino) con relativi ringraziamenti che avevano già avuti alla grande la sera precedente al taglio torta.

La crociera Stat-Costa (in collaborazione con Il Monferrato) parte bene domenica 15 con l’apertura, dell’info personalizzato al ponte 2 e il saluto del sole alla partenza da Genova, dietro la Lanterna (che è il faro più alto d’Italia). E’ il primo di una serie di albe e tramonti tipo Caraibi. Il ponte 2 è abbellito da foto di grandi danzatori e vi troviamo un giovanissimo Roberto Bolle e una Luciana Savignano coreografata da Bejart.
Le cene al Ristorante degli argentieri (il nome deriva da vetrine dove brillano argenti d’epoca) sono a tema, la prima, domenica, è sulla Liguria.
Per la cronaca tutte le sere il Teatro offre uno spettacolo di livello.

Lunedì 16 ottobre scalo della crociera a Marsiglia. La maggior parte dei monferrini ha scelto l’escursione di Avignone, la città dei Papi (ha ospitato sette pontefici). Un tuffo nella storia completato da una mostra di sculture di arte africana (della Fondazione Blachère, fino al 14 gennaio).

Da Malaga, dove fa scalo la Costa Mediterranea mercoledì 18, eccoci a Cordoba dopo un lungo percorso bus tra migliaia di ulivi e la pioggia che fa appannare il parabrezza (l’autista risolverà con una passata di Nelsen Piatti...). Qui ammiriamo subito l’antico ponte sul Guadalquivir (ma i turisti invece di una storica ruota idraulica fotografano una colonia di piccoli gatti siamesi...). Di fronte la targa che siamo in un sito Patrimonio dell’umanità Unesco (è un po’ nascosta, ma anche la ‘nostra’ a Crea bisogna andarsela a cercare).
Quindi tour nel centro. Siamo a piazza del Museo taurino (nel viaggio è spuntata pure una grande scultura di toro tra gli ulivi, il toro è quasi una vacca sacra indù), poi entriamo in una piccola sinagoga (quella di Casale è cento volte più bella, questa è più antica) e in un mercato artigianale.
Ci si sofferma di fronte alla statua del ‘pensatore’ Maimonides, un angolo imprescindibile per gli amanti della filosofia, la scienza o la storia in generale, costruito nella metà degli anni ‘60 del XX secolo e in pochi anni si è convertito in un vero simbolo della tolleranza culturale e il rispetto tra i popoli che caratterizzò a lungo Cordoba. Per molti, toccare la barba (o, se non si arriva, il piede, diventato lucido) della statua dona pace e saggezza. Proviamo, magari poi chiedete se ha funzionato a Laura Rossi...(moglie dell'autore,ndr).
Da un vicoletto ecco un’insegna ‘Autenticas pissas’. Sarà.....Arrivo alla ‘Mezquita di Córdoba’, oggi cattedrale. E’, senza ombra di dubbio, uno dei monumenti più spettacolari del mondo; 23.400 m² di superficie, 856 colonne, mosaici arabi, cappelle dorate... Aggiungiamo i 109 scranni del coro in mogano di Cuba e il grande ostensorio d’argento, opera di Enrique de Arfe, alto due metri che apre le stanze del tesoro.
Uscendo c’è poi tempo per paella (in un bel patio con fontana, arriviamo in tempo prima dell’invasione giapponese) e gelatone (questo è il peccato di gola di Simona). Al ritorno stop in un quasi grill con prodotti tipici (ci fan assaggiare il miele della Sierra), nel vicino ristorante (La Yedra) menù a nove euro.
La guida si chiama Cristina Burgos Flachmann, è molto brava (e ha pure parenti acquisiti nella ‘piana’ casalese a Palazzolo).....

Il servizio su Il Monferrato di venerdì 27 ottobre 2017