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Venerdì 29 aprile

Ambasciatore israeliano in visita alla Sinagoga di Casale

«Emozionato a vedere le tracce del nostro popolo che sono rimaste qui nel nostro lungo viaggio dall’esilio a Gerusalemme»

L’ambasciatore dello Stato di Israele in Italia, S.E. Dror Eydar, ha visitato la Comunità Ebraica di Casale Monferrato nella mattina di venerdì 29 aprile. È stato accolto dal presidente della Comunità Elio Carmi, dal Sindaco di Casale Federico Riboldi, dal Prefetto di Alessandria, Francesco Zito, dal Questore di Alessandria Sergio Molino e dalle più alte cariche delle forze di sicurezza di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza della Provincia e della città. Ad attendere Sua Eccellenza anche il Presidente Emerito della Comunità, Giorgio Ottolenghi (99 anni), con cui l’ambasciatore si è intrattenuto in conversazione.  “Sono lieto che lei porti qui un pezzo di Israele” ha esordito il dott. Ottolenghi.

Nella Sinagoga, fondata più 400 anni fa in vicolo Salomone Olper, i discorsi ufficiali. Elio Carmi ha ricordato la lunga storia degli Ebrei Casalesi legata al luogo.  “Ieri era Yom Hashoah, la giornata che ricorda in Israele le vittime della Shoah. Qui a Casale la Comunità è prosperata dal 1438, anno della prima testimonianza della presenza ebraica. Ha avuto vicende alterne, ma la fortuna di avere governanti che tolleravano gli ebrei e facevano in modo che potessero convivere con il territorio.  Nel 1866, anno in cui si ristrutturava la Sinagoga, il 5% della popolazione casalese era di famiglia ebraica. Poi è arrivata la Shoah, la difficoltà di convivere e il totalitarismo che ha annullato questa presenza. Succedeva perché non c’era nessuno che potesse prendere le difese di un’idea, di una tradizione millenaria che non ha mai avuto protezione fino alla nascita di Israele. Per cui è un grande onore per noi Ebrei, Italiani, integrati in questo territorio, avere qui il rappresentante di uno stato che in tutto il mondo tutela il diritto ad avere la nostra identità”.

“Ogni volta che visito una sinagoga specialmente così bella penso che questi luoghi sono come una stazione – ha spiegato S.E. Dror Eydar - Immaginate un lungo viaggio che collega la distruzione di Gerusalemme dell’imperatore Tito, fino alla sua ricostruzione di Israele nel dopoguerra”.

L’ambasciatore ha poi ricordato la lunga storia che lega Israele all’Italia, in particolare soffermandosi sul risorgimento e sulla figura di Moses Hess studioso ebreo tedesco “Nel 1862, quattro anni prima dei lavori in questa sinagoga, profetizzo che, con la rinascita dell’Italia, sarebbe iniziata anche la rinascita di Israele”.

Dopo i discorsi l’immancabile omaggio dei Krumiri Rossi, i biscotti tipici di Casale la cui ricetta è stata molto probabilmente influenzata dalla presenza ebraica in città (a regalarli Anna Portinaro).  Poi una visita completa a tutto il complesso ebraico di Casale: il cortile delle Api, il Musei dei Lumi e il Museo di Arte e Storia Antica Ebraica,  dove Sua Eccellenza ha ammirato i pezzi più importanti, illustrategli dalla direttrice del Museo Claudia De Benedetti.

Significativa anche la dedica che l’ambasciatore ha apposto al registro degli ospiti prima di congedarsi: “Ero molto emozionato a vedere le tracce del nostro popolo che sono rimaste qui nel nostro lungo viaggio dall’esilio a Gerusalemme”.