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Farian Sabahi alla Filarmonica

La lotta delle donne iraniane

Salone d’onore della Accademia Filarmonica affollato giovedì sera per Farian Sabahi che ha presentato il suo volume “Noi donne di Theran” ma soprattutto, stimolata da molte domande, ha parlato della attuale situazione iraniana. La serata era a cura del Soroptimist (in prima fila la presidente Paola Bugatti).

Nel saluto di apertura Serena Cerutti Monina, presidente dell'Accademia,  ha ricordato i pregi del libro che raccoglie, tra l’altro, una intervista al premio Nobel Shirin Ebadi. 

Farian Sabahiè è nata ad Alessandria, figlia di un iraniano e di una alessandrina (e nonna di Refrancore), abita a Milano.

Affermata storica contemporanea; ricopre la posizione di ricercatore senior presso l’Università dell’Insubria (Varese e Como) 

Veniamo all'Iran. Tutto parte da Mahasa Amini, 22 anni, curda: dopo essere stata arrestata a Theran dove si era recata coi genitori per aver indossato l'hijab in modo sbagliato (forse considerato troppo allentato) e condotta presso una stazione di polizia, la giovane è in seguito deceduta in circostanze sospette il 16 settembre, dopo tre giorni di coma. Il fatto suscita le prime proteste al funerale; si contesta il velo, proteste che poi si tramutano in rivendicazioni economiche fin a chiedere la fine del regime.
Oggi -secondo Farian Sabahi- la protesta è più silenziosa, usa i social ma è una sfida continua (“in carcere ci sono molti esponenti della società civile”) che ha raccolto  la solidarietà internazionale verso le donne iraniane con relativa  l'indignazione dell'opinione pubblica (e bene anche aggiungere che le prime proteste erano nate nel 2o19…).
Particolare forse poco conosciuto e ottimamente riassunto dalla ricercatrice: L’Iran non è l’Afganistan dei Talebani, ad esempio l’Università della capitale nasce nel 1937 con parità di genere e ai arriva al punto di istituire le “quote azzurre” vista la preminenza e a bravura delle donne agli esami di ammissione. Al Ministero della cultura sono quattrocento le donne scrittrici iscritte… In ogni caso è importante non lasciare calare l’attenzione mondiale verso questa lotta che continua a vedere le donne in prima linea.
l.angelino