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Torneo letterario
Il via il 16 giugno nella scenografica Villa della Regina a Torino - Tra i partecipanti il casalese Coaloa
Flaubert ci insegna che ci sono tante maniere di leggere, e ci vuole tanto ingegno per legger bene! Leggere è poi una grande e magnifica sfida tra un libro e il suo lettore. L’abilità di parare, sventare, proteggersi dall’attacco di senso e sintassi che non vede l’ora di colpire l’attenzione, in un affondo di curiosità.
Per questo motivo, la torinese Fondazione Circolo dei lettori presenta I duellanti, il torneo dei grandi romanzi, una gara di retorica, per battagliare a suon di oratoria, dove scrittori e scrittrici, giornalisti, divulgatrici, scrittori e lettrici adottano ciascuno un grande capolavoro della letteratura mondiale difendendolo fino all’ultimo duello, ricordando, ovviamente, con Manzoni, che «molte cose si possono fare senza offendere le regole della buona creanza: fino sbudellarsi».
Il torneo letterario ideato dal giornalista Marco Zatterin prende il via il 16 giugno nella scenografica Villa della Regina a Torino, dove per quattro settimane, fino al 14 luglio, otto grandi capolavori dell'Ottocento e Novecento si scontrano a eliminazione diretta.
A battersi per loro sono Stefania Soma(@petuniaollister) con 'Il nome della Rosa' di Umberto Eco, Alessio Romano con 'Cent’anni di solitudine' di Gabriel G. Marquez, Roberto Coaloa con 'Guerra e pace' di Lev Tolstoj, Manuela Iannetti con 'Il conte di Montecristo' di Alexandre Dumas, Pierdomenico Baccalario con Il 'Grande Gatsby' di F. Scott Fitzgerald, Natalia Ceravolo con Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, Beatrice Salvioni con il 'Il giovane Holden' di J.D. Salinger e Andrea Ferrari con 'Cuore di tenebra' di Joseph Conrad.
Giuseppe Culicchia, direttore Fondazione Circolo dei lettori, spiega così la rassegna: «Con I duellantiRidley Scott ha realizzato un film che meglio di ogni altro ha saputo raccontare un’ossessione. Noi che siamo ossessionati dai libri e dalle storie che contengono siamo felici di dare il via a un torneo letterario nel quale i nostri duellanti si sfideranno a colpi di trama anziché a sciabolate, e in un contesto favoloso: Villa della Regina, perfetta per ospitare non solo due ufficiali napoleonici ma anche il pubblico che potrà decretare l’esito di ciascun duello, dall’inizio del torneo fino alla resa dei conti finale».
Commenta Marco Zatterin, curatore di I duellanti, Il torneo dei grandi romanzi: «I libri si scrivono, si leggono, si mettono in dubbio, si accettano, si amano, si odiano, sinché giunge il tempo in cui bisogna stabilire a quale autore, storia o destino affidarsi. I duellanti è l’occasione per ragionare di letteratura e di vita, un gioco librario per capire e alla fine essere costretti a decidere da che parte si vuol stare, consapevoli che ci sarà un solo vincitore. È l’occasione per crescere nel confronto e prendere una posizione, combinare antichi argomenti con nuove intenzioni, rispondere a convinzioni consolidate e chiarire controversie inaspettate. Vincerà il migliore o il più attuale, ovvero il più scaltro e colto. A una condizione, però. Come ha scritto Conrad: “un duello, sia che lo si consideri una cerimonia nel culto dell’onore, sia che lo si riduca nella sua essenza morale a una forma di sport maschile, richiede una perfetta unicità di intenzione e un’austerità omicida dell’umore”. I contendenti sono stati informati, consapevoli che la loro sorte dipende dal pubblico del Circolo chiamato a interrogarli e giudicarli. Un grande gioco, così è la vita, direbbe Kurt Vonnegut. Così sono i Duellanti».
La rassegna inizia martedì 16 giugno, alle 18.30. Tra i protagonisti ci sarà Roberto Coaloa, storico e critico letterario di Casale Monferrato, che duellerà a favore di Guerra e pace contro Orgoglio e pregiudizio.
Martedì 14 luglio, infine ci sarà la finale. Fra gli otto grandi capolavori dell'Ottocento e Novecento in sfida, chi salirà sul gradino più alto del podio? A decidere, come sempre, è il pubblico in sala. Che vinca il migliore!
Roberto Coaloa riassume così il suo intervento: «Perché leggere o rileggere Guerra e pace? Martedì 16 giugno avrò pochi minuti per spiegarlo. Dirò che il mondo di Guerra e pace mi accompagna da quando sono bambino (grazie alla collana Utet, “La scala d’oro”: Guerra e pace narrato da Maria Tibaldi Chiesa e illustrato da Sergio Toppi) e la sua lettura mi ha condotto, proprio così, a conoscere meglio la Russia e Tolstoj. Mi ha fatto appassionare alla Storia. Mi ha fatto conoscere persone eccezionali, tra Mosca, San Pietroburgo, Jasnaja Poljana, Parigi e Roma (tutti luoghi ricchi di testimonianze su Tolstoj). Grazie all’attenta lettura di Guerra e pace ho conosciuto e ho avuto uno scambio di lettere con George Steiner (che ci ha lasciati il 3 febbraio 2020). Da bibliofilo ho una collezione di tutte le edizioni di Guerra e pace in russo, italiano e francese. Su Tolstoj, forse, il volume più prezioso nella mia biblioteca è la prima edizione di The Hedgehog and the Fox di Isaiah Berlin (1953), con dedica dell’autore. Orgoglioso di avere prime edizioni in russo di Tolstoj. Sono diventato addirittura un personaggio di Guerra e pace, ma non svelo chi... Ricreare il momento in cui Tolstoj scrisse Guerra e pace è una vera emozione, perché la grandezza del romanzo sta nel modo in cui l'autore rappresenta la crescita spirituale dei protagonisti. Da Andrej a Pierre, alla fine tutti i personaggi trovano la propria vocazione. Poi, ho una carta magica da giocare. Guerra e pace non è un romanzo! Non è un romanzo storico. Proprio all'inizio del volume tutto è irreale. Tolstoj dona importanza ad alcuni particolari: i rumori, qualcosa che rotola a terra... Un libro non è mai un capolavoro: lo diventa. Guerra e pace è l’alambicco di Tolstoj. Lo scrittore è un alchimista nel suo laboratorio. Lo stesso Tolstoj ne esce completamente rinnovato dopo aver completato l’opera. Che cos'è allora Guerra e pace? Lo svelerò martedì sera, sperando di conquistare il pubblico».
Roberto Coaloa è professore di Storia dei Paesi danubiani e dell’Europa orientale all’Università di Paris IV Sorbonne. È studioso dell’Austria-Ungheria, in particolare dell’ultimo Imperatore Carlo d’Asburgo. Su Lev Tolstoj, Coaloa ha curato due importanti mostre nel 2015 (settembre) e nel 2016 (ottobre-novembre) a Milano, Spazio Seicentro in Via Savona 99, e a Conzano (AL), Villa Vidua, dove sono stati riuniti più di quaranta artisti contemporanei sul tema delle opere dello scrittore russo. Catalogo Lev Tolstoj e l’Italia a cura di Roberto Coaloa, Gli Ori, 2016. Slavista e biografo di Lev Tolstoj, Coaloa è noto per aver ritrovato degli inediti dello scrittore russo, pubblicati da Feltrinelli nel volume Guerra e rivoluzione, giunto alla quarta edizione. Ha tradotto il duro attacco al Bardo di Tolstoj, Su Shakespeare e il dramma (Libreria Utopia Editrice, 2016). Con Edizioni della Sera ha pubblicato Lev Tolstoj. Il coraggio della verità, con la prefazione di Goffredo Fofi, e ha ideato e dirige la collana “Vite di scrittori”.
FOTO. Coaloa (a destra) a Parigi, alla Sorbona, con i nipoti di Lev Tolstoj.






