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Iviglia, libro e impegni

Arte, passione, entusiasmi, origini, incontri, carriera e affetti, compongono le 174 pagine del libro, fresco di stampa, “Ad alta voce, storia di un ragazzo diventato tenore” di Enrico Iviglia, edito da Letteratura Alternativa, presentato in un dialogo con Carla Rondano, domenica 17 novembre all’Enoteca Regionale del Monferrato. Iviglia, 41enne, originario di Calliano e, nei brevi intervalli di tempo, tra prove e spettacoli nei teatri più prestigiosi di tutto il mondo, residente nella sua casa di Castell’Alfero, ha raccontato, senza autocelebrazioni, come la forza di un sogno possa tradursi in realtà, lottando con impegno e dedizione. Oggi tenore solista di grande talento, con all’attivo oltre 140 Performance Experience nei teatri internazionali, Iviglia ha ripercorso, ora narrando ora cantando, il suo cammino professionale e artistico, partendo dai primi inciampi. “Bocciato” a otto anni, per una erre troppo pronunciata e, poi ancora, dal coro parrocchiale di Castell’Alfero, in vista del concerto di accoglienza ad Asti di Papa Giovani Paolo II, Enrico non si arrese mai e, sostenuto dal nonno Camillo, proseguì con tenacia e impegno il suo cammino di passione per il canto, fino ad iscriversi al corso di Canto Lirico al Conservatorio di Torino. Da lì, una serie di eventi, coincidenze e di incontri, lo introdussero in quello che, nel giro di poco tempo, sarebbe diventato il suo mondo ideale, quello sognato già da bambino e conquistato passo a passo, “credendoci sempre e arrendendosi mai”.  Tra le pagine e ascoltandolo, si possono apprezzare di lui sensibilità, rispetto e radici, maturate sulle colline monferrine, a stretto contatto con la natura e i valori più autentici della famiglia, del paese e degli affetti. In due ore di dialogo con la Rondano, Iviglia è stato un fiume in piena, destreggiandosi abilmente come sul palco, con passione e autenticità, fino ad offrire interpretazioni e piccoli spaccati di grandi autori, da Rossini a Mozart, da Donizetti al repertorio Barocco, proponendo, altresì, svecchiate, quelle che, con maestria, estro e professionalità, hanno scritto le pagine della rivoluzionaria Opera in Jeans. Tra i suoi brani preferiti, con 72 esecuzioni, c’è Il Barberie di Siviglia, rispetto al quale giocando con i nomi, in una sorta di nomen omen, ha impacchettato il vincente spettacolo denominato Il Barbera di Iviglia. Tra i suoi sogni più belli, la realizzazione di una casa di riposo con spazi e momenti di spettacolo per gli anziani a Castell’Alfero e una Scuola dell’Infanzia a Calliano, dove ricreare spazi aperti e senza barriere architettoniche per tutti i bambini.

Nel prossimo calendario, dal 12 al 25 dicembre, il tenore monferrino sarà a Giessen in Germania, con Il Barbiere di Siviglia e, dal 4 gennaio 2020, al Teatro La Fenice di Venezia con la Traviata.

A Calliano, invece, sarà presente il 1° dicembre, per la presentazione libraria. Il pomeriggio di parole e canto si è concluso con un improvvisato medley, sulle note di “Voglio vivere così con il sole in fronte e felice canto beatamente….menestrello impertinente dell’amor….”.

 Chiara Cane