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“Fu luce e fu paesaggio”

Una mini opera teatrale in Sinagoga con Gervasio

Oltre un mese fa aveva suscitato molto interesse la performance che Franco Gervasio, regista e autore teatrale aveva realizzato per accompagnare la propria mostra “Fu luce e fu paesaggio" al complesso ebraico di Casale Monferrato. L’idea era decisamente di impatto: tre voci perse tra una foresta di veli realizzata sotto il portico del Cortile delle Api per raccontare, tra poesia e cronaca giornalistica, la drammatica trasformazione del nostro pianeta, sempre più compromesso dal cambiamento climatico indotto dall’uomo. 

Allora fu quasi un’improvvisazione, nata per regalare un’emozione in più al vernissage. Ma certo una mente vulcanica come Gervasio non poteva lasciare lì quel materiale grezzo. Così domenica 13 novembre ha allestito nello stesso luogo una versione che è di fatto una mini opera teatrale.  Una versione più lirica, perché affida alla voce di Claudio Milano, non solo la suggestiva salmodia (di cui Milano è autore) che rievoca la tradizione ebraica, ma anche parte della narrazione didascalica.

Il risultato potrebbe tranquillamente essere collocato tra le avanguardie musicali del Novecento e le ultime opere di Hans Zimmer, tanto la voce del cantante è duttile ed espressiva. Certo sarebbe un peccato se questo fosse un unicum, ora che è in questa forma è perfetta anche per una sala teatrale.  

La mostra si chiuderà il 27 novembre, mentre domenica 20 novembre, alle ore 16,00, gli appuntamenti della stagione culturale di vicolo Salomone Olper proseguono con la presentazione del volume “Chiedimi dove andiamo” (Manni Editore 2022) di Elena Bissaca. L’autrice ne parla, affiancata da Massimo Biglia.

a.a.