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«Quando si fa la luna piena»

Il libro di Silvana Mossano in Filarmonica

 

Giovedì scorso la presidente Serena Monina (foto) si è detta lieta del ritorno in Accademia Filarmonica della nota giornalista Silvana Mossano, accolta da un lungo e caloroso applauso.

Tema dell’incontro la presentazione del nuovo libro «Quando si fa la luna piena», pubblicato da Araba Fenice Edizioni, che ha fatto registrare un tutto esaurito dei numerosi posti disponibili nello splendido salone d’onore della nobile residenza dei marchesi Gozzani di Treville.

Nel vivace e stimolante dialogo, intervallato dalla lettura fatta dall’autrice di alcuni significativi brani dell’opera accompagnati dal delicato e piacevole sottofondo musicale di Sergio Salvi, Alberto Marello si è detto orgoglioso e felice della presentazione a Casale, dopo quella del Salone del Libro, di un libro ambientato nella nostra città di provincia, mai citata.

Frutto di una «grande storia di giornalismo alle spalle - ha aggiunto Silvana - è un giallo che indaga sui sentimenti che stanno fuori dalle notizie» per raccontare la storia di una tragedia con Mina, il personaggio centrale, un concentrato di saggezza popolare, che riassume la memoria, l'intimità domestica e le storie familiari delle nonne che vivevano in un tempo lento, il cui ritmo quotidiano era scandito dalla natura, dal lavoro e dalle stagioni. Del resto, al di là del mutare del tempo, i classici mantengono sempre la loro attualità perché raccontano i sentimenti, come il tormento amoroso, la gelosia, l'ambizione, il dolore, la rabbia e la morte, che restano universali. Curioso il titolo del libro, nato dalla credenza popolare (priva di fondamento scientifico) di nonna Adelaide che associava il plenilunio alla nascita dei bambini e che in giapponese è usato per esprimere in modo poetico il proprio amore.

Alla domanda conclusiva di Marello su cosa è rimasto fuori dal romanzo: la risposta è un nuovo romanzo, una storia che non può essere raccontata, ma con la speranza che sia un libro di consumo, una «storia commestibile» di successo.

Dionigi Roggero