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Vercellae Hospitales per San Francesco
La rievocazione nel calendario nazionale di eventi per gli 800 anni della morte del Santo di Assisi
Vercelli oggi si prende una piccola grande rivincita sulla geografia e una grande responsabilità sulla Storia. Vercellae Hospitales, che si terrà dal 10 al 19 aprile 2026, è infatti la 1ª rievocazione in Piemonte a ottenere il patrocinio ufficiale del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Come leggiamo da un comunicato diffuso martedì 3 febbraio dal Comune "non è una medaglia da appuntarsi al petto. È un sigillo. È il riconoscimento che questa non è una festa in costume, è il progetto culturale capace di parlare il linguaggio della Storia e quello, molto più difficile, del presente. Un patrocinio che porta Vercellae Hospitales fuori dai confini del Piemonte e la iscrive a pieno titolo nel calendario di tutta Italia delle celebrazioni francescane del 2026, dando così lustro, autorevolezza e visibilità a chi ha scelto di non essere folklore, ma racconto".
Perché oggi la differenza, nella comunicazione come nella Cultura, la fa una cosa sola: raccontare una storia che le persone sentano come propria. Ed è esattamente questo che la città di Vercelli sta facendo. Guardando la nuova edizione di Vercellae Hospitales una cosa è chiara: non si sta organizzando un evento. Si sta costruendo un posizionamento.
Nel 2026, a 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, Vercelli propone una visione netta e coraggiosa: celebrare una delle figure più universali della storia dell’intera Europa. Come? Tramite il bene che più di ogni altro ha fondato, custodito e trasmesso la civiltà d’Occidente: il libro. Non una commemorazione rituale, bensì piattaforma culturale ad alto valore, capace di tenere insieme patrimonio, ricerca, divulgazione e partecipazione pubblica. Un progetto pensato per avere impatto oggi e lasciare eredità domani.
Un pilastro è la Fiera del Libro Medievale, prestigioso spin-off del Salone Internazionale del Libro di Torino, che trova a Vercelli la sua sede naturale. Qui il Medioevo non si racconta: si vive. Arca diventa un hub nazionale di riflessione alta e accessibile, dove antiquari di rilievo e librerie del territorio dialogano in uno spazio tematico unico, mentre il Salone del Libro cura un ciclo di incontri con studiosi e autori di primo piano. Il risultato è semplice e raro: il tempo di San Francesco diventa autorevole, comprensibile, contemporaneo.
Dal 10 aprile al 3 maggio, lo stesso spazio ospiterà la mostra un altro pilastro di Vercellae Hospitales : “…E bene predicò: la forza dei francescani in Vercelli. Ipotesi di ricerca”. Non una vetrina di carte ingiallite, un viaggio dentro le radici dell’identità vercellese. Una mostra che non si limita a dire cosa è successo, spiega perché è successo e che conseguenze ha avuto sulla città, sulle istituzioni, sulle persone. I francescani non sono stati comparse nella nostra storia: ne sono stati protagonisti.
Libri rari, manoscritti, fonti originali provenienti da archivi e biblioteche di assoluto prestigio, come quella di Assisi, costruiranno l’articolato percorso in quattro sezioni. Il primo: San Francesco raccontato dai vercellesi del ‘600; i francescani che hanno lasciato il segno; le radici intellettuali del francescanesimo e infine il rapporto tra fede, politica e comunità. Un patrimonio che dimostra quanto Vercelli sia custode di una Storia che non è provinciale, ma nazionale e internazionale.
L’ingresso sarà gratuito "perché la Cultura non è un privilegio: è un bene comune". Ed è anche per questo che questa mostra non è solo da visitare, ma da raccontare e condividere. Perché, a volte, per capire dove stiamo andando, basta fermarsi ad ascoltare chi — 800 anni fa — bene predicò.






