Notizia »

Ursula Hirschmann alla Comunità Ebraica

Due donne per raccontare un’altra figura femminile straordinaria...

Mai come oggi ogni evento della storia sembra essere in relazione con l’attualità, ma certo non poteva capitare un periodo più pertinente per presentare una biografia di Ursula Hirschmann alla Comunità Ebraica di Casale.

In sala Carmi, domenica 13 marzo, si trovano Marcella Filippa, autrice del “libretto” decicato all’intellettuale tedesca (definizione che indica più l’agilità giornalistica dello scritto che non i contenuti) e la giornalista casalese Sivana Mossano.

Due donne per raccontare un’altra figura femminile straordinaria, la cui vita, a cavallo della seconda guerra mondiale, ci rimanda ad altre donne contemporanee che troviamo ogni sera sui nostri TG.

“Quando abbiamo fissato ai primi di marzo la data di questo incontro abbiamo pensato alla giornata internazionale della donna – Spiega Elio Carmi, Presidente della Comunità introducendo le ospiti – oltre al fatto che in questi giorni di Purim raccontiamo la storia della regina Ester, una vicenda che parla di un popolo che resiste. Ma nel frattempo è scoppiata la guerra in Ucraina….”

Ed ecco quindi che gli occhi di Ursula Hirschmann diventano le riflessioni sulla vita, sulla libertà e sull’Europa di oggi. Silvana Mossano comincia proprio sottolineando il ruolo della scrittrice tedesca nel manifesto di Ventotene, dove un gruppo di intellettuali racchiusi in pochi km quadrati hanno il coraggio di immaginare una federazione europea sovranazionale e pacificata, con una forza armata comune. Un pensiero che Hirschmann condivide con i suoi due compagni di vita: prima Eugenio Colorni e poi Altiero Spinelli. Donna indipendente, fiera, femminile. Ebrea tedesca nata a Berlino nel 1913 che giovanissima si oppone al nazismo. “Una ragazza molto moderna, - rivela Marcella Filippa, pensate che a vent’anni fugge dalla Germania hitleriana a Parigi in autostop”. Il libro che ha per sottotitolo “Come una giostra” non nasconde niente di questa personalità. “Nessuna è forse più Europea di Ursula, che sentiva nel suo essere errante tutta la complessità dell’essere umano e quanto il caso incida sulla sua esistenza” continua la storica. E leggendo di lei costretta ad abbandonare i figli alla frontiera, della morte di Colorni che le dedicherà uno straziante testamento prima di scegliere la via della resistenza, il pensiero va agli uomini e le donne dell’Ucraina e alle loro aspirazioni e le loro speranze nei confronti dell’Europa.

a.a.

Foto Luigi Angelino (Mossano, a sin. e Filippa)