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Damaso Caprioglio per Amprino

Cerimonia all'Università di Torino nell’aula storica di Anatomia

"In quest’aula dal 1944 al 1953 tenne incorso di istologia il prof. Rodolfo Amprino eccezionale uomo di scienza e maestro di vita. Con gratitudine e affetto i laureati in medicina e chirurgia dell’anno 1958”. Questa lapide è stata collocata nell’aula storica di Anatomia dell’Università di Torino; tra i promotori il prof. Damaso Caprioglio, della Colma di Rosignano che per noi ricorda: “Il nostro gruppo laureati Torino in medicina 1958 era formato da circa 80 compagni che si legarono da profonda collaborazione e amicizia e stima e che stabilì ogni cinque anni di trovarsi con regolarità e siamo sempre riusciti a farlo festeggiando via via il 30º il 40º il 50º il 60º e naturalmente anche i multipli di cinque. siamo sempre rimasti molto grati al nostro grande professore di istologia del primo anno professor Rodolfo  Amprino che  fu per noi maestro di scienza di vita di etica. Llo abbiamo già ricordato per il 60º di laurea con la presenza della vedova e con una bella cerimonia. in questi mesi desideravamo poter applicare una targa di ricordo nell’aula di anatomia al nostro grande maestro, e siamo riusciti  a convincere il professore emerito di anatomia diventato poi grande nostro amico professor Giacomo  Giacobini e anche l’attuale professore di anatomia professor  Alessandro Vercelli e con l’aiuto del mio amico e compagno di corso professor Annibale   Crosignani (grande e illustre neuropsichiatra insieme al professor Basaglia fu fra i primi a far chiudere i manicomi ), con un lavoro durato molti mesi, siamo riusciti a preparare questo evento…”.

Caprioglio è stato oratore ufficiale alla cerimonia insieme al prof. Crosignani. Sintetizziamo l'inizio del suo intervento: "Iniziammo a frequentare l’Università degli Studi di Torino alla facoltà di medicina e chirurgia il 2 novembre 1952. Eravamo circa140 studenti. Buona parte venivano da tante località piemontesi, qualcuno arrivò anche da lontano, Trieste, Vicenza ,dal Sud. Molti di noi avevano pochissimi mezzi, qualcuno riuscì a vincere il concorso per la casa dello studente, ove poteva avere vitto ed alloggio purché mantenesse sempre la media superiore ai 27 trentesimi di votazione. E infine c’era il gruppo di studenti che già abitavano a Torino e avevano frequentato i licei in città. Erano anni duri difficili per tutti, anni postbellici ed il miracolo economico doveva ancora iniziare.... Uno dei docenti che divenne per noi un Maestro indimenticabile fu il primo professore che incontrammo all’inizio del novembre del 1952.Frequentando il corso di istologia, sapevamo già, parlando con gli studenti degli anni più avanti che vi era uno straordinario professore, rigoroso e preciso che svolgeva delle lezioni memorabili. Incontrammo così nei primi giorni di novembre il professor Rodolfo Amprino. Lo ricordo ancora con viva commozione ed emozione in quell’anno indimenticabile. Entrava in camice bianco, proprio in quest’aula, puntualissimo all’ora stabilita, alle prime ore del mattino complimentandosi con noi per la puntualità. Era un giovane di bell’aspetto, alto, asciutto, con lo sguardo attento, severo, rigoroso che usava per osservarci uno per uno. Iniziò un ciclo di lezioni memorabili parlando dell’importanza dell’istologia, dei suoi maestri e ricordando il grande mitico professor Giuseppe Levi, dell’importanza che via via attraverso le ricerche compiute dai vari istituti....".

l.a.