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Echos a Lu

La recensione dei concerti del 25 aprile

C’è un legame profondo tra i festival di musica organizzati da Sergio Marchegiani e Lu Monferrato. Sono più di 20 anni che questo comune ospita concerti di Echos e Piano Echos, le rassegne frutto della creatività del pianista alessandrino che praticamente a ogni stagione issa su questa collina almeno un Grancoda. Stavolta è toccato alla chiesa di San Nazario.

Non c’è scorcio di Lu che non sia panoramico, ma in questo 25 aprile, dal sagrato di questa antica pieve trecentesca, lo sguardo si perde dal Monte Rosa al Turchino. Varrebbe quasi la pena di ascoltarlo da fuori questo concerto tanto l’aria trasporta i suoni in modo cristallino. Non che l’interno non meriti una visita: Leone Rota, presidente dell’Associazione culturale che si fa carico del restauro, illustra come è stato ridato lustro ad un edificio peculiare per architettura e contenuti musivi. Tanto c’è ancora da fare e il concerto serve anche a raccogliere fondi per completare i lavori.

Il programma che inaugura la XXIV edizione del Festival Internazionale 2022 si chiama “Maratona di giovani talenti”. E’ vero i due pianisti sono giovani, è vero sono talenti, ma chissà perché le due parole insieme sembrano riduttive. Umberto Ruboni è del 1996, ha studiato con i più grandi, ha vinto per due volte il premio conservatorio di Milano. Idem per Michelle Condotti che avevamo recensito in un concerto all’Accademia Filarmonica il giorno prima che partisse per il concorso Chopin di Varsavia (dove è arrivata in finale).

Sergio Marchegiani ricorda nell’introduzione del concerto la lunga lista dei nomi passati per il Festival e arrivati al Mondo. Probabile che presto ci siano anche questi due. Anche “Maratona” è fuorviante. Hai festival Rock o Jazz è perfettamente normale avere più set di artisti perché due concerti uno dietro l’altro di musica classica dovrebbe essere stancante? Per di più al Coachella o Firenze Rocks mica ti offrono Toma, Salame e Malvasia nelle pause. Il titolo avrebbe potuto essere “I titani del pianoforte”. Ruboni fa tutti i preludi di Chopin dell’opera 28 e poi la deliziosa fantasia sul Mosè di Rossini di Thalberg, capolavoro di quelle parafrasi operistiche su cui il virtuoso gareggiava con Liszt. E proprio di Liszt la rilettura di Ernani è invece nel programma di Candotti, insieme al celebre “Après une lecture de Dante”. Peraltro, la pianista ha cominciato il suo programma con la Barcarola op 60 di Chopin e proseguito con un monumento: la sonata Waldstein di Beethoven.

Dalle 16 alle 19,15 sfila un estratto della produzione pianistica dell’800. Gli stili sono sovrapponibili, a tratti si comprende una matrice comune che rende i brani intensi, meditati.

Gli applausi e i bis sono per tutti. E da questo fine settimana la formula di un concerto multiplo si trasferisce a Casale. Il Festival si promette interessante.

(alberto angelino)

FOTO. L'inizio di Echos a Lu (Giulia foto)