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Monumento al Medico Condotto
Inaugurato a Crea nel settembre 1979
Li han definiti “eroi”. In trincea nelle corsie d’ospedale o negli ambulatori, quando il Covid 19 si combatteva a mani nude, seminando paura e incertezza sul futuro del mondo intero. Medici, infermieri e operatori sanitari che si spendevano per il bene della collettività senza risparmiarsi. Da inizio pandemia i morti per Covid tra i medici sono almeno 400; tra infermieri e OSS molti meno, poco più di un centinaio (pare abbiano avuto modo di proteggersi meglio), ma i contagi (tra infezione e re-infezioni) sono oltre 320.000.
Si pensa a queste cifre davanti al Monumento al Medico Condotto, tra il verde del Colle di Crea. E’ purtroppo in un’area poco visibile, sul lato opposto del santuario, ci si arriva solo cercando parcheggio quando sono completi gli stalli nell’area sottostante. Merita qualcosa di più rispetto alla cura posta in essere dai bravi addetti del Parco, intanto una maggior segnaletica; è l’unico ricordo per il sacrificio dei “dutur” di famiglia, quelli che un tempo seguivano la “Condotta” ed ora più freddamente hanno etichetta MMG-medico di medicina generale. C’è un secondo sito che ricorda i medici, è a Duno (VA), aperto nel 1938 in memoria di tutti i medici d’Italia; l’annesso Sacrario reca incisi nomi di medici caduti per la patria (P.P pro Patria) o nell’esercizio della professione (P.H. pro Humanitate).
“Il Monferrato” del 9 marzo ’68 ne scrive l’incipit con un simpatico titolo a tre colonne: “CON LE LIRETTE DEI BIMBI / UN MONUMENTO AL MEDICO CONDOTTO”. Scrive la maestra di Serralunga Magda Maino: “La notizia della sua morte l’ho appresa dai giornali. Ne ho parlato ai miei alunni cercando di illustrare la Sua figura, poiché il medico era di Cerrina, un po’ una nostra gloria, e concludevo che a questi uomini dovrebbe essere innalzato un monumento. E perché non lo erigiamo, mi fu chiesto. Mancano i soldi, risposi. Un bel mattino giunse una bambina e, posando sulla cattedra la somma di 100 lire, mi disse: per il monumento! Giunsero altre offerte: 20-35-50 lire. Il loro entusiasmo e la loro innocenza mi commossero profondamente”.
La “morte” è quella dell’eroico dottor Armano Sonnati, nativo di Cerrina, 42 anni, medico condotto a Montà d’Alba. Conclude il cammino terreno l’ultimo sabato sera di fine Dicembre 1967. Con la moglie Silvia ha due figli - Claudio di 10 anni (oggi uno dei massimi esperti nel settore coricolo) e Maria Gabriella di 7 - e un terzo sta per nascere. Adora la famiglia, dice che le ore più belle sono quelle che passa in casa ad aiutare i figli a fare i compiti. Ma quando il telefono chiama, risponde “Vengo subito”, afferra la borsa con gli strumenti ed esce veloce, anche quando è morto di stanchezza.
Così, di corsa, esce anche l’ultima volta. In un casolare isolato una bimba ha la febbre alta. E’ una serataccia, neve e strade ghiacciate, nebbia, molti gradi sotto zero. Purtroppo sbaglia strada, invece di prendere quella che porta alla frazione Castellerò e continua fino a casa della bimba malata, infila quella prima, che corre, tra i campi. Nessuna luce, nemmeno i paracarri. Tutto attorno, neve. La Volkswagen Maggiolino slitta e sbanda, poi si blocca nella neve. Sonnati scava con la pala che tiene nel portabagagli, attorno alle ruote posteriori, sotto le quali ha sistemato un plaid e il cappotto. Nulla da fare. Potrebbe tornare sulla provinciale, ma è atteso dalla bimba con febbre alta. Prende la borsa con strumenti e medicine, s’incammina tra la neve, una cinquantina di metri, poi gli mancano le forze, è medico, avverte i sintomi del collasso. Cade in mezzo alla strada, sfinito, lo ritrovano il mattino dopo, ormai senza vita. Nel Maggio ’68 gli sarà conferita alla memoria la “Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica”.
Ecco l’origine del monumento di Crea, alla memoria sua e di tutti i “dutur” morti adempiendo il proprio dovere. Diverse vicende, in primis l’alto costo dell’opera ne hanno consentito l’inaugurazione solamente nel Settembre 1979: mancava all’apposito Comitato l’ultima parte del budget, intervenne la Regione Piemonte grazie alla sensibilità del presidente Aldo Viglione e dell’assessore Claudio Simonelli.
E’ opera dello scultore valenzano Luigi Visconti e presenta una statua in bronzo di una madre che slancia in avanti il suo bimbo, ciò che vuole esprimere la vita nata dall’unione di due esseri e difesa in ogni istante dal medico condotto. Fanno corona alla statua sedici pannelli, pure in bronzo, che ricordano - oltre alla scolaresca di Serralunga - alcuni degli interventi più significativi di medici eroici o comunque coraggiosi, da Sonnati a Boccassi che accorre a Lu Monferrato per aiutare i partigiani rimasti feriti, a Cavallero che si prodiga nel corso di un’epidemia di vaiolo a Felizzano, a Gerra che procede all’amputazione di un arto ad un ragazzo sull’aia di una cascina di Rive.
I materiali usati, calcestruzzo e bronzo, sono forti e resistenti all’usura. Aspettano di essere più conosciuti e meglio valorizzati, con un intervento speciale che vada oltre l’impegno quotidiano degli addetti al parco. E’ azzardato immaginare che Fabio Carosso, Vicepresidente e Assessore ai Parchi della Regione Piemonte, memore dell’iniziativa assunta dai compianti colleghi Viglione e Simonelli, alzi il telefono e raccomandi ad un suo collaboratore di trovare il modesto finanziamento aggiuntivo da destinare per Crea all’Ente di gestione dei Sacri Monti?
aldo timossi
Ero presente alla inaugurazione (domenica 23 settembre) e ricordo una folla di autorità non da poco: i presidente di Regione, Provincia e Comprensorio Viglione, Demicheli, Bertolone; il sottosegretario Picchioni, gli on. Vietti, Patria e Botta e gli ex Brusasca e Sisto; i sindaci Ponti (Casale) Godino (Serralunga) e Guarnero (Pontestura); il vescovo e vicario mons. Cavalla e mons. Moscone. Ancora il presidente della Camera di Commercio Castellani e dell'Ept Reale; il presidente nazionale dei medici condotti Eolo Parodi e quello monferrino Gabriele Serrafero... (l.a.)
FOTO. Inaugurazione del monumento (f. Angelino)






