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Il mistero dell'ambone
La visita a Pontestura
Sabato 23 ottobre alle ore 10.00 ha avuto luogo nella chiesa di Sant’Agata di Pontestura il terzo approfondimento guidato promosso dall’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Casale nell’ambito del progetto integrato MAB (Museo-Archivio-Biblioteca) finalizzato alla valorizzazione delle chiese che in passato furono sede di collegiata.
La parrocchiale di Pontestura è stata inserita nel progetto in quanto anticamente legata ai canonici mortariensi che, a partire dal 1449, si legarono a loro volto ai canonici regolari lateranensi del Santuario di Crea. L’incontro è stato condotto alla luce delle nuove ricerche archivistiche e storico artistiche condotte da Manuela Meni e da Chiara Mainini che hanno illustrato ai numerosi presenti le vicende connesse alle commissioni, agli spostamenti e ai cambi di titolazioni delle pregevoli opere d’arte ancora oggi conservate.
Pur essendo una piccola comunità, Pontestura rivestì nei secoli una notevole importanza testimoniata da una parte dalla presenza del castello marchionale e dall’altra dalle opere di altissimo livello commissionate sia per la chiesa parrocchiale sia per altre chiese della parrocchia quali quella di San Giacomo di proprietà dell’omonima confraternita.
Sono quattro, infatti, le opere attribuite con buon grado di certezza a Guglielmo Caccia: la “Natività con i Santi Giacomo e Stefano”, “San Giovanni Evangelista”, la “Madonna del Rosario” (che presenza una spiccata somiglianza con quella della chiesa di San Giacomo di Giarole di proprietà privata) e il “Martirio di Sant’Agata” che, secondo la critica più recente apparterrebbe agli ultimissimi anni di vita dell’artista che probabilmente si avvalse dell’aiuto della sua bottega.
Del pennello di un altro celeberrimo artista monferrino, Pier Francesco Guala, sono altri due bellissimi dipinti: la “Madonna con le sette vergini” e il “Martirio di San Bartolomeo”, quest’ultimo proveniente da San Giacomo. Seppur con profonde modifiche date dall’innalzamento del piano pavimentale, dal conseguente ridimensionamento di alcune tele e dalla nuova decorazione murale in stile neorinascimentale operata a inizio novecento, la chiesa custodisce ancora molte importanti testimonianze del suo passato che, per citare le nostre guide, “presentano molte opportunità di approfondimento che meriterebbero di essere ulteriormente ricercate in altri archivi”. E, in questo senso, l’oggetto più misterioso risulta sicuramente essere l’antico fonte battesimale in pietra, oggi posto alla base della mensa, e probabilmente (ricerche di Olimpio Musso, ndr) proveniente dall’abbazia di Lucedio. Datato tra l’VIII e l’XI secolo e citato per la prima volta a Pontestura nel 1904, non se ne conoscono le circostanze dello spostamento né l’esatto significato dei simboli scolpiti.
La buona riuscita dell’incontro è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione del parroco don Francesco Garis e dell’associazione pontesturese di valorizzazione territoriale APEA.
Il prossimo incontro è previsto per sabato 30 ottobre alle ore 10.00 presso la chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio di Frassineto Po. A seguire (per le ore 11.15 circa) si terrà l’incontro con la restauratrice Maria Grazia Ferrari che illustrerà, specialmente ai volontari parrocchiali dell’unità pastorale Madonna dell’Argine, le migliori pratiche di manutenzione ordinaria degli arredi e delle suppellettili sacre.
ch. m.
foto Angelino
Info: 392.9388505; antipodescasale@gmail.com.






