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La cultura in Sinagoga
Mostra dedicata ad uno dei più grandi fumettisti Israeliani e inizio del ciclo musicale di Castagnoli
Una mostra dedicata ad uno dei più grandi fumettisti Israeliani, che ha unito il complesso ebraico di Casale Monferrato alla grande kermesse di CasaleComics in quel momento in pieno svolgimento al Castello, e poi il primo appuntamento di una rassegna musicale unica nel suo genere, arrivata alla 10ma edizione.
E’ il riassunto di una nuova giornata ricca di cultura attorno alla sinagoga di Casale, quella di domenica 19, iniziata appunto con 40 tavole di Asaf Hanuka, esposte in Sala Carmi per l’inaugurazione della mostra “Diario di un realista. Il presidente della Comunità Elio Carmi ha introdotto l’evento spiegando il forte legame che nell’ebraismo unisce il racconto delle difficoltà di un periodo storico, anche quello complesso che stiamo vivendo, alla narrazione della realtà quotidiana. E’ sicuramente la prima chiave di lettura per comprendere un artista dallo sguardo sempre molto intimo come Hanuka, ma è stata Ada Treves, curatrice della mostra, ad entrare nel dettaglio delle tavole attraverso le aree tematiche della mostra. Hanuka ha un fratello gemello Tomer, altro elemento importante della sua narrazione, lavora per il New Yorker eppure è insicuro del proprio successo, vive i social con ansia, così come si interroga a lungo sul suo ruolo di marito e padre. Ma sono soprattutto le sue riflessioni sulla sua identità a farci comprendere come “Diario di un realista” sia un documento anche estremamente utile per comprendere la società israeliana contemporanea. Del resto è nato da una richiesta del quotidiano economico israeliano Calcalist: una tavola a settimana che in Italia sono state raccolte e pubblicate da Bao Pubblishing con il titolo KO a Tel Aviv. La mostra sarà aperta fino a domenica 3 luglio compresa.
Pomeriggio dedicato alla musica con una rassegna immancabile nella pianificazione culturale della Comunità casalese e che ha portato negli anni a scoprire le peculiarità di autori di origine ebraica o legati all’ebraismo. Il compositore Giulio Castagnoli, che l’ha ideata, la definisce “una meditazione sul suono scritto”. Per questo primo appuntamento, che ha richiamato un buon numero di interessati, c’erano Dario Destefano al violoncello e Giacomo Indemini alla viola ad esibirsi davanti all’aron ha-qodesh.
Il concerto si è aperto con la celeberrima “suite in sol maggiore per violoncello solo” di Bach, le cui note rimbalzano in ogni angolo della storica sala di preghiera, rotonde, perfette, verrebbe da dire rinfrescanti. Sempre per violoncello solo la Sonata op 25 di Paul Hindemith diventa quasi uno specchio della suite precedente, non per lo stile, certo, tra i due brani passano più di 200 anni, ma per l’utilizzo dello strumento capace di essere protagonista assoluto dello spazio. Il legame con la tradizione ebraica per questi due autori è di un “grado di separazione”: Bach aveva per amico Abraham Birnbaum che passò la vita a difendere la sua opera, Hindemit la moglie, per difendere la quale emigrò dalla Germania nazista agli Stati Uniti.
Indemini fa il suo ingresso in sala, per eseguire tre brani della Partita III per viola sola di Bach, suscitando emozione non solo per l’esecuzione, ma anche per lo strumento: una bellissima viola del liutaio monferrino Arnaldo Morano appartenuta al compianto violista casalese Mario Patrucco.
Insieme interpretano poi il brillante “Duo degli occhiali” di Beethoven e poi i Tre canti ebraici di Giulio Castagnoli nella versione per viola e violoncello. E’ un brano intenso, per scrittura e per l’esecuzione, ma anche per la provenienza. Sergio Liberovici, etnomusicologo di fama internazionale, la cui madre era Monferrina, nel 1946 registro e trascrisse i canti rimasti nella memoria dei sopravvissuti alla Shoah che passarono per Torino. Una materiale su cui Castagnoli costruisce una struttura personale, tanto semplice quanto emozionante.
a.a. (f. ellea, parla Ada Treves)
Il prossimo appuntamento con la musica in Sinagoga sarà Domenica 26 maggio, sempre alle 17,15 con Paolo Calcagno al violino, e Giacomo Indemini alla viola Il programma vede musiche di J.S. Bach, F. J. Haydn, W.A. Mozart.






