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Il Requiem per don Antonio
Lo splendido concerto di domenica in San Domenico
Sembra strano trovarsi ad ascoltare il Coro di Casale in San Domenico senza la voce pacata di Don Antonio Gennaro che ci introduce all’esibizione, raccontandoci della “sua” musica, nella “sua” parrocchia.
Questo Requiem di Mozart di domenica 28 novembre tra le navate gotiche è soprattutto per lui, come ricorda Fiorenza Lusona, Presidente di Casale Coro prima dell’esibizione: “Due anni fa eseguivamo il Requiem di Verdi nella cattedrale, in quell’occasione mi scusai quasi con Don Antonio per averlo tradito, disse che non importava, perché una musica così bella poteva essere eseguita ovunque, ma che avremmo dovuto fare un concerto per festeggiare il restauro per la grande tela de La Battaglia degli Albigesi”.
Non ha fatto in tempo, il Covid ha interrotto ogni esibizione e Don Antonio è mancato nel settembre 2021. Due anni in cui anche il coro ha perso qualche membro, la Presidente ricorda Giovanni Cappa, che aveva contribuito a fondarlo, Pompeo Coppa e Giuseppe Sandoletti. Casale Coro però ha voluto mantenere la sua promessa ed è tornato in quello spazio che sembra così naturale per le sue esibizioni, un palcoscenico perfetto sotto la tela del Guala in grado di contenere non uno, ma tre cori visto che ormai la formazione casalese diretta da Giulio Castagnoli è gemellata con il Coro Vivaldi di Cambiano, diretto da Luisa Mazzone e con il Coro Haendel di Trofarello diretto da Gabriele Manassi. Sotto di loro un’orchestra che si chiamerà anche Sinfonica Amatoriale Italiana, ma che in questo Requiem ha tirato fuori un suono da professionisti.
ll vescovo di Casale Monferrato mons Gianni Sacchi (che è affiancato dal vicario don Desirè e dal rettore di Crea mons. Mancinelli) ricorda che questa è la prima domenica di Avvento, ma anche quanto la sofferenza nelle parole del rito funebre, così ben sottolineata dalla musica di Mozart, si sciolga nella misericordia. Conclude con una battuta sul fatto che non gli dispiacerebbe come accompagnamento per il suo ultimo commiato, “ma per me l’è un po’ trop gros”.
In effetti chi non auspicherebbe, a tempo debito, un omaggio del genere: quella ascoltata in San Domenico è un’esecuzione molto ben bilanciata, merito anche di un’acustica meravigliosa, di un brano che gli esecutori conoscono molto bene, ma anche della voglia di riprendere il contatto con il pubblico così a lungo interrotto. Certo vedere una cinquantina di coristi cantare con la mascherina (di colore intonato per altro) fa un certo effetto, ma chissà che non contribuisca a rendere così omogeneo l’impasto sonoro. Da menzionare anche i solisti: Chen Yujia soprano, Elisa Barbero contralto, Mattia Pelosi tenore e Fulvio Bussano basso.
Sull’ultima nota della fuga Cum Sancto Spirito il Requiem finisce, ci sono applausi......
Alberto Angelino
ARTICOLO COMPLETO NEL NUMERO DI MARTEDI'
Foto Luigi Angelino






